 L’attuale scena post post-punk inglese, che vanta già gruppi come Franz Ferdinand, Kaiser Chief, Editors, Maximo Park, Bloc Party, si è arricchita di una nuova band, ovvero i White Rose Movement!!! Li abbiamo scoperti e ci siamo subito innamorati di loro con il singolo d’esordio “Girls In The Back”. Pantalone a sigaretta nero, cravattina, trucco e taglio minimal per il front-men Finn Vine: insomma, un look in perfetto stile wave, a metà tra Devo, Kraftwerk e Depeche Mode. Gli altri quattro componenti della band non sono da meno: tra loro spicca la stylosa keyboardist Taxxi che ha una “carta” che buca le foto e gli schermi.
La band nasce nel 2002 prendendo a prestito il nome da un movimento tedesco di resistenza antinazista, ma arriva alla ribalta a cavallo tra ‘05 e ‘06 grazie al noto produttore-remixer Paul Epworth (alla sua corte troviamo Bloc Party, Maximo Park, Babyshambles, The Futureheads, The Rakes, The Streets…). Dopo una serie di EP, recentemente è uscito anche il primo album “Kick” e noi di Kondoria l’abbiamo preso e ascoltato per voi. Spesso a seguire un singolo, per così dire, fenomenale arriva il resto del disco che è una chiavica, ma non è il caso dei White Rose Movement: oltre al citato “Girls In The Back”, vanno apprezzati anche gli altri due singoli “Love Is A Number” (fantastico il giro di basso) ed il rockeggiante “Alsatian”. Molto elettroniche “London’s Mine” (che sarà il prossimo singolo) e “Testcard Girls”. Quelle che non ho citato non son da meno e vi invito ad ascoltarle!!!
Ma da quali influenze è contaminato lo stile dei White Rose Movement? Sicuramente ci sono parecchie analogie con le attuali band britanniche sopra menzionate che mescolano l’electro al rock-punk, ma il vero richiamo è la New Wave inglese che ha fatto esplodere l’elettronica nei primi anni ‘80. Potremmo citare Joy Division, The Cure, Depeche Mode e Duran Duran (chi pensa ancora che questi ultimi siano legati solo al dozzinale mondo dei Paninari, si vada ad ascoltare uno dei loro primi singoli, ovvero “Planet Earth”, poi ne parliamo…). A noi di Kondoria sembra però che la vera ispirazione dei WRM siano The Sound: ai più questo nome non dirà niente, poiché The Sound sono stati una band fortemente sottovalutata, soprattutto per l’insufficiente vena carismatica del leader Adrian Borland. Il loro primo album “Jeopardy” dell’80 era comunque una bomba di energia, furore, passione e suono, e anche il successivo, più misurato “From the Lions’ Mouth” si rivelò altamente illuminante. Oggi Adrian Borland, ovvero colui che nel 1981 era indicato come l’erede di Ian Curtis, è scomparso in un episodio misterioso che fu un po’ incidente e un po’ suicidio. Noi continuiamo ad amare alla follia la sua musica, e certamente insieme a noi ci sono i White Rose Movement: l’inizio di “Love Is A Number” è la fotocopia sonora di “I Can’t Escape Myself”, il pezzo che apriva il primo disco dei Sound…
Il giudizio di KondoriaQualcuno potrebbe affermare che ‘sta White Rose Movement band sia una semplice operazione revival-electro ’80… Per noi sono molto di più, io li definisco retrò-cool ! Sono davvero fashion, carismatici e nei live “spaccano”! Va dato loro merito di aver riproposto in modo serio ed originale il sound dei primissimi anni 80. Una “scena”, che ai giorni nostri, sembra ancora molto, molto avanti…
Le prossime date in Italia di White Rose Movement 16 Novembre 2006 - Circolo degli Artisti, Roma 17 Novembre 2006 - Transilvania Live, Milano 18 Novembre 2006 - Bronson, Ravenna
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