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Wind, “operazione simpatia” Stampa E-mail
di Hugo Fast   
mercoledì 13 settembre 2006

Bereniche Marchand - foto di Luca Maresca per WindQuando ancora dalle parti di Vodafone impazzava Megan Gale, la concorrente Wind sentì il bisogno di contrapporle una testimonial altrettanto sensuale e accattivante. Nelle intenzioni, almeno, poiché la scelta cadde sull’orientaleggiante Berenice Marchand che oggi credo nessuno ricordi.
La corvina Berenice non esprimeva a mio parere particolari doti né di bellezza né di simpatia, tanto che da qualche tempo il terzo operatore mobile italiano ha deciso di cambiare radicalmente rotta chiamando i tre comici Aldo, Giovanni e Giacomo a rappresentarlo.

  

Ora, tanto per essere chiari, vi dico subito che a me Aldo, Giovanni e Giacomo non sono mai piaciuti. Anzi, per essere più precisi, mi hanno sempre fatto un misto di tristezza e irritazione. Quando compaiono in video, io me sto in piedi davanti al televisore con fare perplessissimo e chiedo in continuazione “Quando si ride?”, “Ma perché stanno qua, questi?”, “E questa battuta dovrebbe far ridere? Bah…”. Dei tre, distinguo solo il calvo Aldo, che è anche quello che detesto di più perché periodicamente se ne sbotta in urla semplicemente incivili. Gli altri due li ritengo ininfluenti, e comunque facilmente confondibili tra di loro. Rimpiango amaramente i tempi di Cochi e Renato, o di quel pazzo di Walter Chiari, i tempi cioè di gente che aveva idee, verve e professionalità da vendere, e mi rendo conto che se questa è la nuova comicità (ormai neanche tanto nuova, tra l’altro), viviamo in tempi oscuri.

 

Aldo Giovanni e Giacomo per Wind

 

Tornando a Wind, non posso fare a meno di osservare che il trio - sedicente comico - viene impiegato da un anno e mezzo in spot che non dicono nulla. I tre comici di mezza età cercano di mettere in scena qualche gag, ma si ha sempre l’impressione che lo spot finisca prima che siano riusciti ad arrivare al momento della battuta. Il disallineamento tra elemento spettacolare ed elemento informativo è quasi sempre totale: mentre i tre fanno un po’ di spettacolo disarticolato, la promozione Wind di turno viene comunicata con le scritte in sovrimpressione, sì che c’è il concreto rischio che chi segue solo la gag comica non percepisca nulla del messaggio che l’azienda telefonica vorrebbe diffondere. Quelle rarissime volte che si è cercato di raccordare i due elementi, Aldo & c. si sono espressi in qualche riferimento smozzicato alle tariffe ma senza che ciò le abbia rese realmente comprensibili.

A testimonianza che per Wind sarebbe di nuovo ora di cambiare testimonial, va rilevato che gli ultimi spot sono a mio giudizio i peggiori: girati come sempre dal regista Marcello Cesena, forniscono un’immagine di “caos totale”. Pare quasi che gli attori siano andati in scena senza copione, con la produzione che dice loro “Ragazzi, fate un po’ di casino alla vostra solita maniera, dite quello che volete, che poi in studio montiamo noi qualcosa di presentabile”. Sotto al guazzabuglio teatrale, periodicamente interrotto da un urlo di Aldo lanciato in un momento qualsiasi, va una canzone di James Kakande (anzi, “la” canzone di James Kakande, ché speriamo che non ne faccia più altre…) che si vorrebbe far assurgere al ruolo di tormentone estivo allo scopo di dare una ulteriore mano di “fissatore mentale” a questa sfortunata serie di spot. Pare che ci abbiano speso sopra un 30 milioni di Euri…

Il giudizio di Kondoria

Puah!

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