 Vivere low cost oggi è facile: basta comprare mobili di cartone, prendere voli dove prima ti offrono una Coca Cola e poi ti chiedono 2 €, andare in vacanza quando e dove vuole l’agenzia che ti rifila il solito last minute, vestirsi in uno dei tanti negozi che, squalificatisi per la crisi economica, hanno appeso il magico cartello “Outlet” fuori dalla porta…
Pensate che sull’argomento vita low cost sono addirittura usciti recentemente due libri: uno, “La fine del ceto medio e la nascita della società low cost” (Gaggi/Narduzzi, Einaudi editore) è un saggio in qualche modo riconducibile alla politica economica e quindi a una visione tecnico-accademica del problema. L’altro, “Generazione mille Euro” (Incorvaia/Rimassa, Rizzoli editore) è invece un romanzetto buonista che racconta dell’attuale generazione di trentenni disossati che accettano con un educato atteggiamento “politically correct” qualsiasi usura, sopruso e privazione dei più elementari diritti dei lavoratori, ovvero cose che trent’anni fa avrebbero causato nei giovani di allora atteggiamenti di ribellione armata, esproprio proletario e via settantando.
Bah… A vivere con poco, lo ripeto, sono capaci tutti: basta fare una vita grigia, grigissima, rinunciare a dare gas al momento giusto e rimandare tutto a un domani che non verrà mai. Io invece voglio insegnarvi a coniugare il low cost con la high life, perché come dice il saggio “Scopo del gioco è vincere”, mentre lo storico Articolo V afferma che “Chi ha i soldi ha vinto”.
 Prima cosa: per vivere con poco, occorre guadagnare molto, quindi attrezzatevi. Cercatevi un mestiere dove si guadagna bene, gira molto grano e il tenore di vita è alto: vanno benissimo professioni come dee-jay, manager internazionale, model, rockstar, ma anche venditore di auto di prestigio, giovane avvocato rampante, PR di lusso, ideologo, lookmaker, fashion victim o mal che vada addetto stampa di qualche istituzione. Improvvisamente si materializzerà attorno a voi un mondo che prima avevate visto solo nei telefilm: convention in hotel a quattro o cinque stelle, aerei di linea con le hostess senza le calze strappate delle compagnie low cost, cocktail sulle terrazze dei più prestigiosi alberghi capitolini, cene di gala, trasferte con rimborso a piè di lista in cui potete esporre con nonchalance ristoranti da 100 Euro a coperto, eccetera. Puntate a un posto di lavoro dove vi diano la macchina: se per la vostra mansione vi spetterebbe non più di una Stilo, trattate con l’ufficio personale prima di farvi assumere e accettate una riduzione di stipendio di 100 Euro mensili in cambio almeno di un’Audi A4. Potrete così girare con molta serenità con un’auto che non avreste potuto comprarvi, o che magari sì, ce la facevate, ma con rate a strozzo e l’eterna ansia che ve la rubino. Fatevi dare subito un cellulare aziendale: buttate nel cesso quella lurida SIM ricaricabile che ogni mese rifornivate di “20 Euro 20” trattenendo il respiro e fatevi accordare l’uso privato del mobile phone: per la vostra azienda 100 Euri in più di costi telefonici non dovrebbero cambiare il mondo, mentre per voi la serenità e la libertà di telefonare quanto e quando ne sentite la necessità vi faranno rinascere. Se l’azienda non ci sta (strano! Voi non siete gente che vale e quindi per avervi sono disposti a tutto?), fatevi almeno girare le loro tariffe, pagando solo le telefonate private: di solito le imprese hanno accesso a listini assai più convenienti dei privati. Spiegate anche che per il vostro lavoro (qualunque esso sia, non vi fermerete certo davanti ai dettagliuzzi, vero?) vi serve un PC portatile e fatevi acquistare un VAiO trendissimo e piccolissimo: non vorrete mica tirare fuori voi tutti quei soldi, per poi ritrovarvi dopo 18 mesi con un attrezzo che l’inesorabile cammino tecnologico ha reso drammaticamente obsoleto? Sicuramente leggete delle riviste (non so, Cavallo Magazine, Ruoteclassiche, Yacht Design, Dazed & Confused, Electronic Musician): bene, spiegate al vostro datore di lavoro che vi servono per l’aggiornamento professionale e fatevi subito intestare un abbonamento. Se state pensando che io sono fuori strada e che oggi anche con il master più prestigioso non si scava niente di più che un contratto a progetto da 800 Euri/mese, lasciate perdere Kondoria e leggetevi piuttosto il romanzo di cui sopra: vi posso garantire che il mondo che vi racconto io esiste perché ci sono dentro, ne entro e ne esco con regolarità e conosco tante persone che ci vivono e ci sguazzano. L’importante è volerlo fortemente. Una mia amica, per esempio, faceva l’addetta al marketing di una nota azienda di superalcolici: non vi sto a spiegare quanti set pubblicitari in tutte le più belle location del mondo ha girato, quanti bar e alberghi di lusso ha visto, quanti punti MilleMiglia Alitalia ha accumulato (e poi si è spesa per altri viaggi, stavolta personali…). Un’altra amica carissima vive nel mondo a cavallo tra politica e associazioni di categoria e mi dice sempre: “Mi pagano anche l’aria che respiro”. Queste sono persone normalissime, hanno stipendi normalissimi, e io non vi parlo delle supertop da 30.000 dollari a sfilata che ce ne sono dieci al mondo, ma di mestieri che con un po’ di determinazione può fare chiunque.
Nel privato cercate di avere amici e introduzioni in ogni ambiente: anziché andarvi a tagliare i capelli pagando, proponetevi come modella o modello di un coiffeur di grido: ogni tanto accettate di farvi fare un taglio impossibile, di quelli da accademia (che poi il giorno dopo andrete ad azzerare da un barbiere di periferia a 8 Euri trattabili) e vi garantirete così prestazioni sempre gratuite o comunque di favore. Siate propositivi e ottimisti quando siete con gli amici, ma soprattutto con gli amici degli amici, ovvero con quella categoria di persone di cui teoricamente non dovrebbe fregarvi nulla: create un clima di euforia e poi trascinate tutti all’aperitivo. Fatelo più di qualche volta, con diversi gruppi di persone che tra loro non si conoscono: la prima volta pagate voi, le altre pagheranno sempre questi semisconosciuti, per essere alla vostra altezza e non fare brutta figura. Fatevi notare dai gestori: date loro la sensazione che gli portate in locale un sacco di gente, e ben presto il vostro drink sarà sempre pagato. Bevete sempre il solito, in modo che dopo un po’ di tempo sia lo stesso proprietario del lounge a venirvi incontro con il bicchiere già pieno appena varcate la soglia.
Circondatevi di phykae spaziali (fiche, per quelli che non hanno studiato il greco…): per le altre donne diverrete oggetto misterioso di desiderio, per i vostri amici sarete sempre quello da chiamare e anche in discoteca entrerete sempre gratis (finché portate le suddette phykae, tte credo…). Fatevi vedere in giro con molte belle donne, ma mai troppe volte con la stessa, altrimenti tutti si mettono a dire che vi siete ammogliati e avete perso “il giro” (se siete donne, invertite tutti i termini della questione, la tecnica non cambia di un millimetro). Quando trovate una partner, preferite situazioni ove non sia necessario il profilattico: ci si diverte molto di più e si spende assai meno. È inutile che vi dica che questo non deve andare a scapito della salute di nessuno, perché ci arrivate da soli.

Se vi piace fumare, non smettete solo per un vile motivo di soldi: piuttosto, entrate nell’idea che il fumo dev’essere un piacere e non un vizio. Basta alle venti sigarette al giorno consumate nervosamente davanti al computer o in macchina mentre siete in coda in tangenziale (anzi, fate direttamente in modo che *a Voi* non capiti mai di essere in una qualunque coda di una qualunque tangenziale): fumate solo nelle serate fashion, o all’aperitivo fashion. Fumate sempre la versione “lunga” della vostra sigaretta preferita: di solito il costo è uguale o minore, e la soddisfazione incomparabilmente più alta. Se ci riuscite, trovate o fatevi portare sigarette dalle zone Duty Free.
In Italia pagate sempre cash: i commercianti italiani odiano il denaro di plastica e in cambio di bigliettoni fruscianti concedono volentieri sconti ai clienti fedeli.
Nell’abbigliamento, scegliete un tre negozi di quelli veramente giusti e cercate di farvi amici i proprietari: al di là dello sconto (sempre comunque gradito), vi riserveranno i pezzi migliori e in anteprima, magari lasciandovi roba da portare a casa in prova o magari prestandovi un capospalla unico per una serata unica (non vorrete mica comprarvi *quella* giacca strepitosa di D&G in velluto viola e poi farvi vedere in giro con lei per più di una sera, verooo? Guardate che poi diventate “quello con la giacca viola”…)
Specialmente a inizio stagione, presenziate a un sacco di cerimonie e inaugurazioni: si beve e si mangia gratis, l’importante è dare la sensazione che con voi arriva la star della serata. Proponete sempre qualcosa di nuovo e tenete alta la vostra immagine: sarete ricercati, vi divertirete di più e le porte che vi si apriranno aumenteranno in maniera esponenziale. Cercate anche di farvi invitare a più feste che potete: è sempre piacevole starsene in compagnia piuttosto che soli in casa, ed è facile divertirsi spendendo molto poco: quando arrivate portate un CD di trance-jungle-ambient-chillout mixata che potete avere solo voi, e/o proponetevi come barman. Da voi non vorranno altro, e anzi vi faranno ponti d’oro perché non andiate mai via e torniate tutte le prossime volte.
Avviate un piccolo commercio di materiali introvabili a beneficio vostro e dei vostri amici: tramite Internet potete trovare CD normalmente irreperibili in Italia, jeans Levi’s comprati in USA a meno della metà del prezzo Europa, olii da bagno di produzione scozzese, abiti fetish di provenienza londinese e scarpe rigorosamente a punta. Raccogliete più ordinazioni tra i vostri amici: potrete dividere le spese di spedizione (che altrimenti potrebbero essere proibitive per il solo “pezzo” che vi interessa) e magari testare la qualità di molti più prodotti rispetto a quelli che voi da soli potreste ordinare.
 Insomma: il mondo è pieno di pieghe, voi dovete solo trovare quella giusta in cui infilarvi. Personalmente ho girato con l’autista, bevuto il bevibile, cambiato cinque macchine in un anno, navigato in Internet a 2 Mb nel 1997, cenato in posti fantastici, divertito a usura, e tutto senza spendere un soldo, e anzi facendomi pagare mentre facevo tutte queste cose. Il segreto? Mai fare gli scrocconi: piuttosto, fatevi desiderare, e mantenete sempre unicità, contegno ed eleganza!
Vs. Giorgio Galorno
Tutte le foto di questo servizio sono di Hugo Fast
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