La telecamera entra in un fantomatico reparto “Controllo qualità” della Sanpellegrino, quella delle acque minerali e delle aranciate: qui, all’interno di un ambiente tutto bianco modello Dimensione Gamma abita un figuro in camice, un po’ scienziato pazzo e un po’ Paolo Bonolis (innegabile la somiglianza…) che si vede transitare davanti un nastro che trasporta arance.
Quando il Mad Professor vede passare un’arancia sospetta, ferma il nastro e interroga l’agrume: con fare da psicopatico canticchia una samba e tende infame tranello al discutibile frutto. Se costui reagisce canticchiando e sambando (grazie ai potenti mezzi della computer-grafica…), la sua origine non italica è tradita: a questo punto l’arancia senza permesso di soggiorno deve essere eliminata in quanto ritenuta indegna.
Il folle occhialuto agguanta un devizio (italiano per “device”) che pende dal soffitto, aspira l’agrume che sicuramente viene mandato verso morte certa in un vaporizzatore eclissale, e rende così giustizia al prodotto finale che la casa vuole realizzato solo con frutta nazionale.
Lo spot si conclude con il Bonolis da laboratorio che trinca avido un’aranciata di quelle “giuste”, mentre una voce fuori campo, con pallido accento della Trinacria, afferma che “solo le vere arance siciliane” vanno a finire nella Sanpellegrino.
Ora, di per sé lo spot non sarebbe niente di che: tipico del filone demenziale, non propone nessuna trovata scenica o di sceneggiatura particolare. Anzi, la discriminazione verso le arance estere non è magari neanche tanto carina perché fa leva su un nazionalismo d’accatto che poco piace a Kondoria. Eppure è divertente in quanto “fuori”, col tipo del controllo qualità che è un vero pazzo furioso: il suo balletto con i ditini puntati verso l’agrume è quanto di più oltre si possa immaginare.

Ma il vero colpo d’ala sul fronte dell’ironia si ha quando, solo per un istante, la telecamera inquadra alle spalle del professore occhialuto un calendario di quelli che di solito campeggiano sulle pareti delle officine: qui c’è una bionda da urlo che si nasconde le bocce con due arance. In questa maniera “l’oggetto sociale” di Sanpellegrino viene auto-messo alla berlina e i creativi dell’agenzia (il “solito” Gruppo Armando Testa) ci dimostrano di saper ridere prima di tutto di se stessi. Questo ci piace nella pubblicità, che oggi è sempre più scema ma anche più convinta: la capacità di dire che in fondo è tutto una manfrina…
Il giudizio di Kondoria:     Leggero, ma in fondo intelligente e gustoso
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