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La cattiva "Idea" della Fiat Stampa E-mail
di Hugo Fast   
giovedì 15 marzo 2007

Questo articolo è stato postato in prima pubblicazione il 29 luglio 2006: lo ripubblichiamo perché nel frattempo la Fiat ha deciso di riproporre lo spot dell'Idea, e quindi di deliziarci ulteriormente...

 

Questa per fortuna s’è vista poco, ma quel tanto che basta per risultare fastidiosa.

Di che parlo? Beh, intanto cominciamo con le definizioni:

1)    Idea è la monovolume compatta della Fiat, una macchina poco ispirata messa su abbastanza velocemente sulla base della Punto qualche anno fa per non restare scoperti in una nicchia merceologica che altri costruttori stavano già occupando con successo.

2)    l’Haka è una danza rituale del popolo Maori, che è stata portata all’attenzione del grande pubblico in tempi recenti grazie (grazie?) alla squadra neozelandese di rugby All Blacks, che la esegue prima dei match. 

La Haka degli All Blacks (da Internet)


La spettacolarizzazione degli All Blacks ha reso l’Haka sinonimo di forza e brutalità, aggressività verso l’avversario e dimostrazione di non temere nessuno. Dalle parti dell’agenzia Leo Burnett hanno allora avuto la “geniale” pensata di trapiantare questi splendidi concetti nella testa delle mamme nostrane, applicandoli alla loro personale guerra quotidiana nel traffico cittadino: nello spot dell’Idea si vede un gruppo di sciroccate che, una dopo l’altra, si affacciano in un ambiente urbano con aria circospetta e sinistra. Qualche sguardo d’intesa tra le sciroccate, dopodichè la più bruttona del gruppo molla un guaito straziante e improvvisamente l’Haka del paraurti ha inizio: 

Spot Fiat Idea (da www.fiat.it)

le gentil signore si esibiscono in una coreografia (ben fatta, devo dire!) che sprizza aggressività e antipatia da tutti i pori.

Lo spot Fiat Idea (da www.fiat.it)

 

Lo spot Fiat Idea (da www.fiat.it)

 

 

 

 

La telecamera adesso ignora la racchioide precedente, per concentrarsi su due tipe ben più piacenti, una mora e una bionda: lo spettatore ne segue un po’ schifato i balletti aggressivi finché finalmente la triste sceneggiata ha un termine. 

Lo spot Fiat Idea (da www.fiat.it)

 

La mamma mora torna sorridente, imbraga il suo bimbo nell’Idea e parte a tutto rombo con sguardo compiaciuto. Non prima però di aver sbattuto la portiera con la foga di Toro Seduto, che se fa così ancora dieci volte l’Idea se ne va a pezzi e si apre come una banana.

Lo spot non ci piace anzitutto perché celebra l’aggressività, atteggiamento sin troppo diffuso nell’Italia di oggi che francamente non ne avrebbe nessun bisogno: qua la gente si sta impoverendo, perde posizioni su posizioni e un po’ di solidarietà e serenità è ciò che ci vorrebbe. Invece una parte troppo consistente della nostra società ritiene di poter emergere dalla merda nera in cui siamo precipitati, annegandoci gli altri e camminando sulle loro teste.

Ma l’aggravante è che l’aggressività dello spot finisce per incanalarsi negli atteggiamenti di guida: vedo in giro già troppe mamme che lasciano l’auto in seconda fila e raspano i paraurti altrui, incuranti dei danni che combinano, solo perché devono portare il bimbo a scuola in tutta fretta. Le vedo a bordo di utilitarie vecchie, corrose e sgraffiatissime, di fuoristrada con i bullbar montati davanti solo per danneggiare le macchine degli altri (posto che sulle nostre strade di mucche non ce ne sono), di prestigiose berline o coupé tedesche regalate da mariti facoltosi che dopo sei mesi del loro uso sono già colla carrozzeria tutta rigata perché le signore “non ci tengono all’auto”. Ecco: non voglio affermare che questo popolo esaurisce la categoria delle “donne al volante”, poiché ci sono anche uomini che guidano in maniera focozzona e donne che invece hanno belle vetture che sanno portare e mantenere bene. Però le “mamme sfascia paraurti” esistono, sono tante e il famoso bigliettino con i dati della propria assicurazione non lo lasciano mai “Perché se no mio marito mi sgrida”. Non credo ci sia proprio bisogno di incoraggiarne le gesta. Lo spot Fiat Idea (da www.fiat.it)

Due paroline anche per gli All Blacks: a me del rugby non me ne frega nulla e nel prepotente calderone satellitar-televisivo odierno lo sport è tutto spettacolo e niente competizione, d’accordo. Però il vostro balletto, 100% violenza e minacce, mi sta parecchio sul culo.

Il giudizio di Kondoria

Ma andate tutti Haka-gare, andate…

 

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