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Kondoria, che storia! Stampa E-mail
di Hugo Fast   

 

Quando, nel 1980, io e Pierre La-Croix ci conoscemmo, avevamo entrambi meno della metà degli anni di adesso, ed entrambi vivevamo in una città del nord Italia ove l'ordine regnava sovrano. Le nostre azioni di terrorismo culturale, ispirate a un’energetica rilettura della filosofia nihilista, fecero per qualche anno scalpore nel nostro piccolo borgo, ben prima che qualcuno inventasse l'appiattente Luther Blisset. In noi c'era il sacro fuoco della ricerca, della curiosità, della voglia di sovvertire tutte le regole, o quantomeno di porle in discussione.


Per parecchio tempo io e Pierre ci perdemmo di vista, soprattutto perché lui si era trasferito ad Amsterdam alla ricerca di maggiore libertà nel conoscere. A fine ‘95 però, grazie a uno sporco trucco del poeta grafico Warlock, io e Pierre rientrammo in contatto: grande fu la gioia nello scoprire che nessuno dei due, rughe e capelli a parte, era cambiato di un millimetro. Lo stesso furore di allora ci animava, la stessa curiosità e la stessa voglia di incendiare tutto.
Furono sufficienti cinque interminabili telefonate fra Italia e Olanda, una decina di e-mail e due settimane di lavoro per far nascere Nihilware, il sito Internet che avrebbe dovuto raccogliere le nostre idee più eversive, la nostra voglia di provocazione, le nostre denunce e le nostre indicazioni per un futuro migliore e più sgombro da falsi valori. Immediata fu l'adesione al progetto da parte di Giuseppe Apostolo (famoso attore internazionale), già compagno di mille battaglie, tecnologo/tecnofilo, Internet-master e anima inquieta.
Nel gennaio del 1996 nacque l'idea della rivista Kondoria, attraverso riunioni fra noi tre tenute esclusivamente per via telematica. A febbraio riuscimmo a mettere in linea il numero zero di questa onorevole testata e da allora proseguimmo per quasi due anni come forsennati. Il nostro entusiasmo era enorme nel constatare che finalmente si apriva davanti a noi la possibilità di diffondere su scala planetaria le teorie del Nihil e le annesse sconvolture che derivano dalla loro applicazione a un moderno life-style.

Lavorammo sempre a Kondoria con entusiasmo, dedizione e impeto fanatico, trascurando spesso e volentieri i nostri affetti, il nostro tempo libero, i nostri interessi economici e le nostre carriere, pur di essere in linea all'inizio di ogni mese con un numero esplosivo e intenso. Al nostro entusiasmo, nei mesi, si affiancò quello di personaggi che poi sarebbero diventati in qualche modo famosi nel ristretto panorama della cultura e controcultura italiana on-line: grazie infinite dunque a Callisto, Minnie Calzolari, Bruno Orso, Oterre, Gelindo, Montezuma e a tutti coloro che parteciparono al progetto Kondoria che ogni mese, non dimentichiamolo, richiedeva tra le 60 e le 90 ore di lavoro.
Alla fine, però, sentimmo il bisogno di trarre un bilancio di quel periodo passato tra i Kondor: Internet, non ne facciamo mistero, in quel periodo ci deluse. Per ogni numero avevamo tra i 300 e i 600 accessi, con una media di 500, e questo, sinceramente era assai poco in rapporto al nostro sforzo e ai nostri propositi di rivoltare come un calzino l’opinione pubblica di questo stralunato paese.

“Se avete avuto pochi accessi è colpa del vostro giornale, che fa schifo” sento già bisbigliare i nostri tanti detrattori. Ma io, dopo un'impietosa analisi del nostro prodotto, non credo sia andata così. Penso piuttosto che quella volta Internet fosse una cosa quasi sconosciuta in Italia: ragazzi, stiamo parlando del 1996, dieci anni fa! Oggi non ce lo ricordiamo, ma in pochissimi avevano allora il telefonino, le fotocamere digitali non esistevano e per collegarti alla Rete dovevi usare un modem analogico da 33,6 o 54 kbps che, come minimo ti bloccava la linea telefonica e ti costava un putiferio di scatti. Le statistiche dell’epoca parlano di meno di 500.000 persone collegate in tutta Italia: i veri utenti di Internet erano allora le università e i centri di ricerca, mentre i privati-pionieri dovevano pagare canoni di 30/40.000 lire al mese per il solo privilegio di potersi collegare. Insomma, per farla breve, eravamo in netto anticipo. E, come dice Claudio Maffei, “essere dieci anni avanti o dieci anni indietro è la stessa cosa”, sei semplicemente fuori target. Anzi, fuori e basta.

Verso la fine del 1997 Kondoria cessò le pubblicazioni: Pierre La-Croix, dall’esilio di Amsterdam, si votò soprattutto al sito della sua Lodge of Ur, dedicato alla magia, alle società segrete e alle culture misteriche. Giuseppe Apostolo (famoso attore internazionale) stava finalmente per coronare il suo sogno di abbandonare l’Italia e, stanco di volare cinque volte l’anno tra l’Europa e l’America, riuscì di lì a poco a trasferirsi in Canada a sviluppare software underground e diventare un personaggio cult nel mondo dei giochi di ruolo. Io invece rimasi qui, a dedicarmi maggiormente alla mia attività di giornalista, alla mia musica e agli altri lavori che mi davano e mi danno da mangiare.

In tutti noi, comunque, rimase il grande desiderio di sbarcare sui media ufficiali, in televisione o sulla carta stampata. In accordo alle parole di Giuseppe Apostolo (famoso attore internazionale): “Sarebbe bello trovare qualcuno che contribuisca, ma oramai ho dei seri dubbi sulla sanità mentale di questa nazione. Troveremmo solo cyber-stronzoni o illusi che credono ancora nella libertà di espressione universale... che triste. Al momento non riesco ad immaginarmi un brusco cambio di rotta nella strategia editoriale, Kondoria è troppo off per la patata lessa media, e intravedo un'unica, seppur lontana, possibilità di traslocare su testate elettroniche o cartacee già affermate (stile: l'angolo del pazzo ma simpatico)."

Per parecchio tempo non ne parlammo più, assorbiti dai nostri impegni diurni e da nightlife turbinose. Poi però qualcosa si rimise in moto dentro di me, dentro tutti  noi: dieci anni dopo, Internet è ormai una realtà matura che collega milioni di cervelli in tutto il mondo. È finalmente un vero mezzo di espressione, uno strumento per farsi sentire in giro, a patto naturalmente di aver qualcosa da raccontare. E visto che di siti senza grandi contenuti ce ne sono a migliaia, visto che in questi anni siamo stati diluviati di “opinionisti” che non avevano niente da dire, che anche per la banalità della cultura ufficiale i blog “fanno figo”, come potevamo noi, proprio noi che sentiamo di avere tanto da dire, rimanere adesso in silenzio???

Ok, la trafila la conoscete: rapido giro di mail, alcune telefonate lungo cavi sottomarini, Apostolo che viene 15 giorni in Italia e si rilancia nella nightlife, La-Croix che non sa se andare a Londra, Roma o Barcellona…

Kondoria is back ! ! !

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