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L’isola dei merdosi Stampa E-mail
di Hugo Fast   
mercoledì 26 novembre 2008

Simona Ventura (foto Emmevi, da Internet)Grazie al cielo, anche quest’anno è terminato “L’isola dei famosi”, ovvero il programma più becero della televisione italiana (e ce ne vuole, eh…). Da questa edizione arrivano zero novità e solo tristi conferme: vediamo insieme quali.

1) Simona Ventura è l’unico vero big televisivo a essere emerso in questo decennio che volge al termine: un nome e un volto che resteranno nella storia della TV italiana accanto a quelli di Mina, Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Mara Venier, una stella di prima grandezza, un classico. Simona è stata, è e sarà assai più influente e duratura dell’ombrosa e quindi sfuggente Maria De Filippi, della tettona e quindi non riproponibile in eterno Antonella Clerici, del DJ-esco e quindi sempre “di nicchia” Carlo Conti, del bravissimo ma ormai monocorde, Laurenti-dipendente e già declinante Paolo Bonolis. Simona è un’icona generazionale, un modello di comportamento per le ragazzine di 12-14 anni, un esempio di determinazione e aggressività per le giovani donne in carriera.

 

Simona Ventura (da Internet)Sì, la Ventura è tutto questo, ma è anche lo specchio dei tristi tempi che stiamo vivendo: affrancandosi dai suoi tanti difetti, avrebbe infatti potuto diventare un modello sociale positivo. Conservandoli, e anzi montando su di essi per salire più in alto, è diventata un modello negativo. È una donna intelligente e tenace, ma ha preferito abbassare il suo linguaggio a quello delle cassiere di supermarket invece di aiutare queste ultime ad evolvere il loro. È del nord e avrebbe potuto studiare dizione, ma ha preferito mantenere un accento vagamente “lumbard” che non dispiace al leghista che di questi tempi è nascosto in tanti italiani. È rifatta dalla chirurgia estetica, e l’ha detto quasi con orgoglio , inducendo tante ragazzine a pensare che passare per anestesia e sala operatoria sia poco più impegnativo che fare lo struscio nel centro di Faenza, e non un’extrema ratio cui ricorrere in casi di reale bisogno. È coperta di soldi e di abiti dagli sponsor, e invece di esibirli con discrezione, ti sbatte in faccia scritte D&G da tutte le parti come la prima segretaria d’azienda padovana che abbia vinto 10.000 Euro al “Gratta e Vinci”. In una parola sola, Simona Ventura è l’apoteosi di una società volgare, e con la sua influenza sociale contribuisce a sua volta a sdoganare, nobilitare, affermare lo stile tamarro della volgarità. La sua voce è come una lama di gesso, e il suo urlo sguaiato e indecente all’inizio di ogni puntata de “L’isola” è la più forte affermazione di un ego che se ne frega di tutto e di tutti pur di imporre se stesso. D’accordo, in base al famoso Articolo Quinto, “chi ha i soldi, ha vinto”, eppure Simona e tutti i personaggi che si trovano in una posizione simile alla sua non dovrebbero dimenticare le responsabilità sociali che hanno gli opinion leader…

Vladimir Luxuria e Simona Ventura (foto Jennifer Lorenzini, da Internet)

2) Vladimir Luxuria può sicuramente essere ritenuta persona gentile, corretta e per molti versi amabile (a meno che uno non sia strettamente e fortemente omofobico…), ma dopo che l’abbiamo conosciuta meglio a “L’isola” si conferma che non era la figura più adatta a solcare i corridoi della Camera dei Deputati. Certo, nessuno Luxuria, Ventura, Rodriguez alla finale dell'Isola 2008 (da Internet)nega in linea teorica il diritto di qualunque cittadino italiano a fare il parlamentare, indipendentemente da età, etnia, religione, orientamento sessuale, non è questo il punto. Il punto invece è che Vladimir non mi sembra preparata come politico, e il fatto che durante la trasmissione abbia risposto esitante alla domanda “dove si trova il parlamento europeo” (sbagliando alla fine risposta!) dimostra che non sa l’ABC di quel mestiere. Da queste colonne già numerose volte abbiamo espresso la nostra contrarietà a portare in Parlamento delle persone senza preparazione tecnica perché riteniamo che per prendere importanti decisioni sul futuro degli italiani sia necessaria una forte preparazione in materie quali finanza pubblica, politiche sociali e giovanili, diritto costituzionale, economia politica, scienza delle finanze, e non solo invece saper ammaliare il pubblico con doti di grande visibilità o eloquenza. E per questo oggi riteniamo patetico lo slancio con cui Rifondazione Comunista si affretta a riabilitare Luxuria dopo che all’annuncio della sua partecipazione all’Isola molti esponenti della “base” ne avevano addirittura chiesto l’espulsione dal partito: “Piatto ricco, mi ci ficco”, deve aver pensato il segretario del PRC Ferrero, e quindi una Luxuria gonfia di notorietà e seguito popolare oggi può far comodo. Ma che sia proprio il partito più integralista e austero dello scacchiere politico italiano a cadere in questa meschinità, non mi pare bello affatto.

3) Il format è stanco, banale e non si capisce perché ostinarsi a prendere dei personaggi pubblici, aspiranti e sedicenti tali, e costringerli a mangiare cavallette o dormire sotto la pioggia gelata. Per concludere con una ventata di propositività di questo articolo, e non venir accusati di essere i soliti criticoni, ecco dunque le nostre proposte di nuovi format per le prossime edizioni:

* L’Isola dei Merdosi: dieci personaggi vengono sbarcati su un’isola senza acqua corrente. L’organizzazione distribuisce ogni giorno pietanze saporite ma corrette Guttalax. Vedremo chi resisterà alle tentazioni, e quali saranno le reazioni degli altri partecipanti verso chi si caca addosso senza poi potersi lavare.

* L’Isola dei Bavosi: alcuni noti maschi frequentatori di donne di trent’anni più giovani (fate voi i nomi, a scelta tra attori, politici, ex-rockstar, patron di Formula 1, imprenditori bancarottieri e corruttori…) vengono sbarcati su un’isola dotata di un mega-separè in plexiglass stile muro di Berlino, al di là del quale stanno dieci ragazze completamente nude e dalle 10 alle 100 volte più tope di Belen Rodriguez (non che ci voglia poi tanto…). Durante il programma, le telecamere indagheranno sulle reazioni dei bavosi al cospetto di tanta irraggiungibile bellezza, e ne scandaglieranno impietose le continue pratiche onanistiche.

* L’Isola dei Fumosi: dieci esponenti della sedicente intellighenzia italiana (non so, Riotta, Severgnini, Saviano, Giordano, Tornatore, chi vi pare a voi…) vengono sbarcati su un’isola e la produzione li lascia a pane e acqua per giorni e giorni, distribuendo in compenso delle grandi canne di marijuana purissima in generose quantità. Dopo una resistenza iniziale, i concorrenti cominceranno avidamente a fumare le canne per vincere i morsi della fame e a quel punto i telespettatori potranno ascoltare i loro deliri a base di tetraidrocannabinolo, confrontandoli eventualmente con le opinioni che esprimevano prima del programma…

* L’Isola dei Boriosi: alcuni opinion-maker (come sempre a vostra scelta tra Vittorio Sgarbi, Filippo Facci, Fabrizio Corona, Maurizio Mosca, Monica Setta, la lista è lunga), vengono sbarcati su un’isola qualsiasi, senza strutture particolari. La produzione distribuisce gratuitamente kriss malesi, bastoni e altri strumenti di “offesa spettacolare”, ma occulta abilmente ogni telecamera. L’assenza di visibilità mediatica per i partecipanti, e il presunto oscuramento dei loro battibecchi li manderanno completamente fuori di testa. Gli spettatori potranno seguire tramite telecamere nascoste i risultati di cotanta tensione…

Ivana Trump in un collegamento dell'Isola 2008
Può bastare? Noi continueremmo volentieri, ma insomma, anche sì...

 

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