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Roma si risveglia. Con 500.000 palline colorate Stampa E-mail
di Hugo Fast   
mercoledì 16 gennaio 2008

Pallette in Trinità dei Monti (foto Ansa, da Internet)Torna Graziano Cecchini, il tintore della Fontana di Trevi nell’ottobre 2007, e lo fa con un’iniziativa altrettanto artistica ed eclatante: stavolta Cecchini ha scaricato 500.000 pallette colorate giù per la scalinata di Trinità dei Monti, in Piazza di Spagna a Roma. Saranno le forze dell’ordine e la magistratura a ravvisare in questo gesto ogni eventuale risvolto penale, amministrativo e civilistico, ma noi – in quanto rivista di costume e critica sociale – non possiamo fare a meno di notarne la profonda valenza artistica che rimanda direttamente alle gesta dei futuristi di inizio Novecento. Del resto, già in occasione della coloritura delle acque della Fontana, Cecchini disse apertamente di rifarsi ai valori futuristi e fece alcune rivendicazioni affatto banali: “Dare forza alla lotta contro gli scialacquamenti del regime, il precariato, l'usura, il mercimonio della bellezza, la falsità della legge, la provvisorietà della vita dei lavoratori, l'incertezza del domani e per la libertà dei popoli”. Come non essere d’accordo con queste parole, specialmente se si legge Kondoria e la si pensa in un certo modo?

Il lancio delle pallette (foto Ansa, da Internet)A ottobre scorso si ricordò che Cecchini aveva avuto in passato contatti con l’estremismo di destra, e del resto subito alcuni esponenti di quella parte politica salirono sul carro di questa azione, in base anche all’enorme mistificazione storica che vorrebbe il futurismo vicino al fascismo. Noi di Kondoria non sappiamo se Cecchini sia o sia stato di destra, e in questa sede non ci interessa affatto: la coloritura della Fontana e le palline di oggi non possono in alcun modo essere considerati gesti politici, ma solo sociali e artistici. Qui si vuole risvegliare le sensibilità e le coscienze attraverso l’uso della provocazione estetica, del colore, e tutto senza creare danno o minaccia concreta a qualcuno o qualcosa. Da queste azioni si capisce chiaramente che non occorre schiantare due jet contro le Torri gemelle e fare 3000 morti per attrarre l’attenzione pubblica sulle proprie idee e le proprie istanze, e che anzi gesti come questi servono a ridare un guizzo di colore, di vitalità e speranza a città altrimenti intrappolate dallo smog, dal conformismo, dal conservatorismo dei benpensanti e dei politici. Del resto è sufficiente mettere insieme alcuni fatti di cronaca per scoprire un fil rouge di opinioni e di un comune sentire che non ci sta più, che non si riconosce più nei politici, si chiamino essi Calderoli, Mastella o Veltroni: se Cecchini colora Roma, se Grillo raduna centinaia di migliaia di ragazzi in piazza, se professori e studenti della Sapienza osano sfidare un papato che in Italia è sempre più onnipotente, è chiaro che il sistema comincia a scricchiolare, e non bastano più un po’ di culi e tette infilati nei programmi del sabato sera e della domenica pomeriggio a tener fermo e tranquillo un “popolo bue” che evidentemente tanto bue non è.

Non sappiamo se il gesto di Cecchini sia destinato a restare un caso isolato o sia solo il primo segnale di risveglio di un’avanguardia artistica, sociale e politica, ma lasciateci fare comunque alcune considerazioni sulle pallette colorate di Piazza di Spagna:

  • Non ho mai visto così bella e allegra la scalinata di Trinità dei Monti, che di solito oscilla da un lato tra i prezzolati programmi televisivi che schierano altere modelle ossute e automobili tirate a lucido per il loro lancio commerciale, e dall’altro tra i bivacchi di turisti low-cost e militari che nelle giornate comuni affollano la piazza in maniera ben poco elegante.
  • Possibile che quello di Cecchini sia stato un gesto isolato? Come ha fatto a portare fin lì quegli enormi sacchi senza che nessuno lo fermasse prima? E chi è quel signore con il cappello militare che lo osserva immobile dall’alto, nella foto a fianco? Un pilota dell’Alitalia, o forse un esponente delle forze dell’ordine che non si muove per prevenire l’ipotetico crimine?
  • Ma perché l’assessore alla sicurezza del Comune di Roma Jean Leonard Touadi si scaglia con foga oratoria contro Cecchini, mentre nulla ha potuto per impedire l’omicidio di Giovanna Reggiani per mano di un balordo, né contro migliaia di situazioni di criminalità diffusa e reale che albergano nelle periferie di Roma e rovinano *realmente* la vita dei cittadini? Ma si rende conto, Touadi, che con le pallette giù per Trinità dei Monti c’è addirittura il rischio che ai cittadini che passano di lì possa scappare un sorriso?
Pallette e sorrisi (foto Ansa, da Internet)
  • Negli ultimi quarant’anni in Italia ci sono state stragi di destra e omicidi di sinistra. Spargessero tutti pallette colorate, vorrebbe dire che oggi le cose sono veramente migliorate. Invece si perseguono i Graziano Cecchini, mentre – giusto per portare un esempio - per amor di patria si lasciano andare a piede libero quei cittadini campani (“cittadini” di nome, ma non di fatto) che con la scusa di non volere le discariche nel loro quartiere, assaltano con pietre e bastoni la Polizia e addirittura i Vigili del Fuoco.

Basta, mi fermo perché il mio pensiero l’avete capito: come al solito condanno fermamente Cecchini per tutti gli eventuali aspetti di reato e di illecito amministrativo che si potessero rilevare nel suo gesto.

Però in cuor mio ridacchio, e continuo a pensare che quelle pallette colorate sono proprio carine…

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  Commenti (1)
1. w cecchini !!!
Inviato da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 27-01-2008 12:59
il messaggio di cecchini è stato chiaro ed evidente,l'italia di oggi è grigia!!!e lui a pensato bene con questo gesto che è ora di cambiarla xche così non si può + andare avanti!!!benvengano gli artisti come lui capaci di trasmettere quello che pensano senza cadere nella volgarità ho apprezzato tantissimo quello che ha fatto e spero che questo suo modo di fare arte si ripeta ancora.

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