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Accidenti agli Ello e a chi dico io... Stampa E-mail
di Hugo Fast   
lunedì 07 gennaio 2008

Se ultimamente avete avuto degli episodi acuti di diarrea, probabilmente non è a causa delle strippate di crauti e cotechino che vi siete concessi durante le appena trascorse festività natalizie, ma perché siete rimasti troppo esposti all'ultima pubblicità istituzionale Fiat. 

Sto parlando di quell'obbrobrio in cui, per "sessanta secondi sessanta" sullo schermo scorrono immagini di bambini che lo slow motion fa sembrare oligofrenici, mentre un demente racconta una storia su un bambino che, per un banale errore associativo che rischia di condizionarne a vita le capacità espressivo-lessicali, confonde la parola "Uomo" con la parola "Hello". Lo spot è la quintessenza del buonismo, della zuccherosità gratuita e fine a se stessa, della speculazione sul senso di tenerezza che i cuccioli inducono da sempre sulla maggior parte della popolazione umana. Già questo basterebbe a classificare il commercial come meschino, scorciatoista, ruffiano, odioso. Voi sapete quanto noi di Kondoria odiamo il buonismo, specialmente se poi arriva dalla stessa azienda il cui amministratore delegato dichiara tronfio "Un dirigente Fiat non ha orari: se vuole uscire alle sei per giocare a golf, ha sbagliato azienda" (Sergio Marchionne, da Quattroruote, dicembre 2007). Eccerto! In TV racconti la boiata pucci-pucci degli Hello, mentre poi i tuoi li riduci a una serie di proto-larve destinate a non vedere mai la luce del sole (né della luna...)!

Ma oltre al contraddittorio buonismo, altre cose infastidiscono di questo spot: anzitutto la storia senza né capo né coda, e poi le conclusioni che dicono che se gli uomini si chiamassero Hello anziché uomini, sarebbero migliori. E va bene! Allora facciamo così: se state crescendo un bambino piccolo, insegnategli a dire "Guarda quella Hella" quando vede una merda di cane sul marciapiede: vedrete, vedrete che dopo che il pargolo avrà pronunciato le dolci parole, l'orrido fecaloma puzzerà assai di meno e voi, a calpestarlo, non vi sporcherete nemmeno le scarpe...

E poi ancora, non va lo speaker, suvvia! Il tono vorrebbe essere dolce e comprensivo, ma in realtà risulta lezioso, ipocrita, falso, mentre la pronuncia e la declinazione di questa fantomatica parola "Hello" continuano a oscillare tra inglese e italiano. Al sesto secondo del film l'odiosa paroletta fa la sua prima comparsa: il prezzolato vocalista non dice "Hello" ma un piattissimo "gli Ello", senza un'ombra di H e senza rendere la parola al plurale. Al secondo 13 ci riprova con un terrificante "guarda quello Ello" e al 15 se ne esce con "è venuto uno Ello" (capirai che poesia, che messaggio...). Ma al secondo 22 si svela finalmente l'arcano di tutta questa bruttura linguistica, e lo stesso motivo di esistere dello spot: il bimbo sentiva suo padre dire agli altri "Hellow" (sì, stavolta lo speaker aspira tutta l'H che può, e ci mette anche uno zinzino di W alla fine, per inglesizzare meglio la pronuncia). Al secondo 29 torna "Hellow", ma subito dopo, al secondo 31 compaiono "gli Ellos": ma chi è quel pirla di bambino italiano che rende plurali le parole mettendogli in fondo la "s" della lingua inglese? E allora, perché non rendere plurali anche quegli sfigati del secondo 6, "gli Ello" giusto giusto in apertura???

Al secondo 35 ecco ancora riapparire gli Ellos, ma già al secondo 38 "gli Ello sono molto più dotati...". Al secondo 43 "gli Ello sono una sorta di speranza...", ma attenzione! al secondo 49 si suggerisce di diventare "un Hello": ma non avrebbe dovuto essere "uno Ello", per un briciolo di coerenza? L'obbrobrio si conclude al secondo 58 con un bimbo fuori campo che finalmente dice "Hellow" (probabilmente sono andati a registrarlo a Manchester...) e una bambina (sicuramente figlia di una coppia di doppiatori di Cinecittà) che traduce il tutto in un provvidenziale "Ciao" per quei ragazzini e anziani che dei precedenti 57 secondi non avessero capito una sega causa mancata frequentazione di inglese obbligatorio alle medie. Insomma, un turbo-pasticcio linguistico, falso, ipocrita, orrendamente cacofonico ("Guarda quello Ello"??? Ma va a da' via i ciapp, altroché!), privo di un reale senso e desideroso solo di vomitarvi addosso il buonismo più gratuito e inconsistente che ci sia. 

Fiat vuol rifarsi un'immagine di brand, una credibilità di prodotto e di azienda, ma secondo noi prosegue a farsi mal consigliare in pubblicità: dopo l'odiosa danza Haka delle "guerriere del paraurti" usata per la Fiat Idea (vedi qui) e i messaggi cripto-moralist-nazionalisti del commercial della nuova 500 (con tanto di immagini della strage di Bologna, di Falcone e Borsellino, dell'attentato di Capaci, dei volantini delle BR, di Pertini e del Papa, mentre lo speaker declama un discorso che sembra impegnato ma in realtà non ha né capo né coda), qui abbiamo un nuovo delirio, una sorta di flusso di coscienza trasformato in spot istituzionale, che oltretutto dura un casino, sfracella le palle dei poveri spettatori e in più è assai debolmente riconducibile al marchio dell'Azienda torinese. Soldi veramente ben spesi, non c'è che dire!

 

Il giudizio di Kondoria

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Se sento ripetere ancora una volta "Guarda quello Ello", giuro che vomito...

 

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