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Profondo Rock di Gabrielle Lucantonio Stampa E-mail
di Kondoria   
mercoledì 31 ottobre 2007
La copertina di "Profondo Rock" di Gabrielle Lucantonio Se avete suppergiù vent’anni e i vostri idoli musicali sono gli Arctic Monkeys è probabile che il nome di Claudio Simonetti non vi dica molto: eppure questo signore sta dietro alla notissima colonna sonora del mitico "Profondo Rosso" di Dario Argento, a molte produzioni dance che si sono sviluppato lungo un quarto di secolo, a tanta altra musica per il cinema e anche al gruppo prog-metal Daemonia. Come giustamente riporta la copertina del libro, Simonetti è “un uomo che è riuscito a far tremare mezzo mondo con poche, fantastiche note”. A questa autentica mente pensante della musica italiana Gabrielle Lucantonio, figura di spicco del giornalismo culturale italiano nonché critico cinematografico e musicale, ha dedicato un libro intitolato “Profondo Rock”, con prefazione di Dario Argento. Per gentile concessione dell’Autrice, Kondoria ne riporta un estratto in contemporanea all’uscita del volume nelle librerie.

(in questo brano si parla degli Oliver, il gruppo pre-Goblin (Claudio Simonetti, Massimo Morante, Fabio Pignatelli, Carlo Bordini, Clive Haynes, con il loro manager Giancarlo Sorbello) mentre, nel 1974, sono a Londra alla ricerca di un contratto discografico).

Soggiorno In Inghilterra
«Una sera, arrivò una telefonata da parte di Eddie Offord, a mezzanotte, il quale ci dava appuntamento e ci disse che dovevamo andare a Londra. Tramite un amico del papà di Massimo Morante prendemmo un camion grandissimo e Michele Cherubini della “Cherubini”, uno dei negozi più grandi e famosi di Roma, ci dette, in cambio della grande pubblicità che gli potevamo fare all’estero, un’attrezzatura mostruosa della loro ditta Mach, che allora fabbricava impianti e mixer per spettacoli», ricorda Giancarlo. «In quel TIR, abbiamo messo di tutto, lo abbiamo caricato di pomodori pelati, di pasta, di cibi di tutti i tipi», ribadisce Fabio. «Finalmente siamo andati in Inghilterra per incontrarci con Eddie Offord. Mio fratello Steve era il manager del Manticore Theater di Emerson, Lake & Palmer, e ci ha quindi permesso di starci per fare le prove», prosegue Clive.

Mentre gli strumenti viaggiano via terra, accompagnati da Clive, Massimo, Claudio, Carlo e Giancarlo si recano a Londra con l’aereo. Fabio li seguirà alcuni giorni dopo. Arrivati nella capitale britannica, e nell’attesa di trovare una sistemazione migliore, i giovani artisti dormono nella casa del fratello di Clive, nella periferia, senza strumenti musicali, poiché i conducenti del TIR hanno perso la lettera d’accompagnamento degli strumenti, che rimangono così bloccati in dogana, in un magazzino, per una quindicina di giorni. «Ci hanno fatto pagare l’affitto del magazzino», ricorda Carlo. «Mi hanno rubato un basso [N.d.A.: era un Rickenbacker color rosa rarissimo che aveva due ottave complete e che Fabio non trovò più] in dogana», ribadisce Fabio. Incidente increscioso, ma rapidamente risolvibile: gli altri membri del gruppo mettono la mano in tasca per aiutare Fabio a ricomprare lo strumento perduto. Recuperati gli strumenti, i ragazzi vanno a provare e a prepararsi per l’audizione con Offord nel Manticore Theater n° 1 di proprietà degli Emerson, Lake &Palmer. Riuscirono ad affittare la sala più piccola, sita al primo piano proprio sopra al Teatro. Un luogo mitico per loro, proprio perché alcuni album che avevano ammirato erano nati in quelle mura.

I Goblin nel 1978
«Vidi la stanza di Palmer, aveva una batteria di acciaio pieno, pesava 45 libbre. Toccare con mano il loro covo è stata la cosa più bella», spiega Carlo Bordini. L’eccitazione, l’emozione e la gioia dei ragazzi è paragonabile a quella provata quando si ha l’impressione di ottenere quello che si è sempre voluto avere, senza osare neppure sperarlo, una pedina che si trova finalmente in un posto giusto e di solito irraggiungibile. «Un pomeriggio arrivò Keith Emerson con la sua motocicletta a correre dentro la grande sala del teatro Manticore, dalla quale avevano tolto tutte le sedie. A un certo punto rimase in panne e non riusciva più a ripartire. Io e Sorbello lo aiutiamo a spingere la moto per farla ripartire. Incredibile, io che spingevo la moto del mio mito!», racconta Claudio. 

Per timore che gli strumenti vengano toccati o rubati, i giovani musicisti decidono di dormire nel Manticore Theater n° 1 un paio di giorni, fino a quando non avranno realizzato l’audizione; «dormivamo sul pavimento coperti da alcuni paracadute, che non so per quale ragione si trovassero là», spiega Claudio. La sera vanno a casa di Eddie Offord per parlare: sta preparando una “tournée” con gli Yes, e si appresta a partire per un lungo periodo. Ma l’audizione ha lo stesso luogo nel teatro: «Eddie venne, ci ascoltò e ci lasciò dicendoci che era troppo indaffarato in quel periodo per poterci seguire…», ricorda Clive. «Era interessato, ci chiese quanti soldi avevamo, annunciò che andava in “tournée” con gli Yes, e che non poteva aiutarci in questo lasso di tempo», prosegue Fabio. Durante l'estate 1973, gli Yes avevano registrato il doppio album Tales From Topographic Oceans, per poi pubblicarlo ad inizio 1974. Il relativo tour, da febbraio a dicembre 1974, comprenderà 83 date. 

I Goblin con Dario Argento durante la registrazione di Suspiria

Il sogno si allontana, bisogna aspettare. Claudio, Giancarlo, Massimo, Carlo e Fabio prendono in affitto una casa, appartenente ad una signora barese, a Fulham Road, proprio vicino allo stadio. Pagano «240 sterline al mese, che corrispondono a 360 mila lire del 1974» si ricorda il batterista, e ci portano tutti gli strumenti. Giancarlo, che non ha abbandonato le sue attività romane, farà avanti-indietro tra Roma e Londra. Gli altri ragazzi si attrezzano per rimanere a lungo nella capitale inglese. La vita si organizza all’interno della casa: trascorrono molto tempo a suonare, ognuno con un amplificatore nella propria camera, e si dividono i ruoli. «Cucinavo sempre io, gli altri mangiavano», sostiene Carlo. «Una volta Claudio prese l’aspirapolvere e si mise a pulire la casa da cima in fondo». Cercano soprattutto di uccidere il tempo. Giocano a scacchi, quasi tutti i giorni: Carlo e Massimo contro Claudio, Carlo e Claudio contro Massimo. Ognuno, come in una vita coniugale, cerca di abituarsi e di sopportare i difetti dell’altro. «Carlo aveva comprato delle bottiglie di whisky e le teneva nascoste, chiuse a chiave nella valigia, sotto il letto, per paura che gli altri le bevessero», si ricorda Claudio. «Massimo e Claudio facevano sempre una serie di battute, erano diventate quasi un codice tra di loro. Erano patiti dei fumetti di Alan Ford, dicevano: “Fa un tempo eccezionale, anzi direi di più fa un tempo eccezionale”. Bisognava unificarsi a questo linguaggio», dice Carlo. Vengono a trovarli anche Franca e Michela, le ragazze di Claudio e Fabio, per un breve periodo, con del cibo. «Ci hanno portato delle torte, dei viveri», sostiene Fabio.

Nell’attesa, fanno alcuni tentativi professionali: registrano a spese loro, in uno studio fuori Londra, molto attrezzato per l’epoca, i brani già registrati a Roma nella cantina di Claudio (Oliver, Country Grave Yard, Old Man – un brano rimasto poi inedito –, The Picture of Dorian Gray, The Swan is a Murderer, My Little Cloud Land) ma con nuovi arrangiamenti e con la voce di Clive, e quindi le fanno ascoltare, purtroppo con scarso interesse, ad alcune case discografiche londinesi. 

I Daemonia dal vivo a Tokyo

«Ci ricevevano tutti, ma poi ci davano sempre la stessa risposta: “Il prodotto è molto bello, ma non è quello che stiamo cercando in questo momento”», racconta Fabio.
Non riescono a fare molti concerti, i pagamenti dei quali avrebbero potuto permettergli di rimanere in Inghilterra più a lungo perché sono incappati nel periodo dell’“Austerity”. In Europa, difatti durante la crisi petrolifera seguita alla guerra del Kippur dell’ottobre 1973, ci sono state, per risparmiare energia, la creazione di alcune misure, per diversi mesi, tra le quali il divieto di circolare con le automobili i giorni festivi e la chiusura dei bar e di molti locali a mezzanotte.
«Abbiamo preso un periodo brutto a Londra. Molti locali erano chiusi. Abbiamo fatto alcuni concerti nei college. A dire il vero, me ne ricordo solo uno, saranno stati due. Non abbiamo mai fatto una “tournée” nei college, è una favola», spiega Fabio. «Abbiamo suonato alla Brunel University e in un paio di altri posti, prima di tornare a Roma», sottolinea Clive. «L’ultimo concerto non lo abbiamo fatto perché siamo arrivati con un notevole ritardo, addirittura erano andati via tutti, d’altronde il posto era veramente lontano e noi andavamo in giro in metropolitana e con i treni», dice Claudio. «Il nostro cantante conosceva il manager di un altro gruppo che ci ha procurato alcune serate», ricorda Massimo.

Claudio Simonetti al pianoDopo quattro mesi, terminati i soldi, e rifiutandosi di chiamare le famiglie per farsi aiutare, i ragazzi decidono di tornare in Italia. Massimo, Clive e Carlo partono in aereo, mentre Claudio e Fabio fanno il viaggio in treno. «Siamo tornati io e Claudio da soli, in treno, con una sterlina in due. Ci siamo anche fatti prestare dei soldi. Avevamo due francesi nel compartimento che ci hanno distrutto il viaggio, ce n’era uno che si svegliava di notte e che rideva come un pazzo. Io e Claudio
stavamo nelle cuccette, nei letti superiori, ci guardavamo, e a un certo punto abbiamo cominciato anche noi a ridere come matti», ricorda Fabio. «Avevo comprato un giradischi a Londra e avevo paura che me lo sequestrassero alla dogana italiana», aggiunge Claudio…


Per approfondire:
Profondo Rock, di Gabrielle Lucantonio, Coniglio Editore, ISBN 978-88-6063-061-2, € 16,50
www.myspace.com/gabriellelucantonio

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  Commenti (2)
1. bella storia, ma band di loosers
Inviato da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 17-03-2008 13:57
bella storia, ma band di loosers. perfino sorbello da manager ora affitta cessi portatili per grandi concerti, che ti dicevo-----
2. simonetti claudio
Inviato da aldo \n Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ' target='_blank'>website, il 24-08-2008 15:13
claudio simmonetti sara un garnde musicisia e a fatto di un grande carriera da un vero 
musicista e sempre il migliore

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