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Ellen Allien: minimal berlinese al Klub K4 Stampa E-mail
di Kosmø Ohm + Lady Irene   
lunedì 15 ottobre 2007
Ellen Allien @ K4…sì, c’era questo appuntamento infrasettimanale nella capitale slovena con la fondatrice della label berlinese Bpitch Control: dopo aver sentito Modeselektor, Sascha Funke e Apparat non si poteva non aderire all’appuntamento con la cara Ellen. Messa così sembra quasi una raccolta di figurine Bpitch e Alexander Robotnick (qui trovate una recente intervista su Kondoria) potrebbe obiettare dicendo: “Ma andate ancora a sentire i suoni della scena berlinese, che è da sei anni che propone sempre le stesse cose?”

Ad ogni modo secondo noi EA andava sentita, per una serie di motivi: la ragazza sa il fatto suo in chiave minimal (italiani, non cercate di imitarla…), e poi volete mettere il fatto di spendere solo pochi quattrini in un piccolo club di tendenza dell’Est, in barba a tutte le fameliche discoteche italiane???


Io mi aspettavo un set più electro impreziosito, che ne so, da qualche sua traccia più conosciuta. Invece no! Mi sono imbattuto in una pura techno minimale dalla cassa dritta, ma dritta dritta…
La gentile Lady Irene invece, da par suo, si aspettava un set proprio così. Per cui lascio volentieri la parola a lei.

 

Lady Irene:

Bella di una bellezza discreta e priva di quella dilagante volgarità che sembra ultimamente l’unico veicolo in grado di traghettare donne-DJ e produttrici verso la notorietà, EA si impone con uno stile fuori dalle mode e dai tempi.

La sua serata al K4 si è aperta con semplicità ed efficacia: un’esibizione lunga e curata, senza eccessi e senza spettacolarizzazioni inutili. Il set è partito con un’omogenea amalgama di suoni electro-minimal, dritti e definiti ma mai troppo saturi.
Precisa e fluida in quasi tutti i mixaggi, EA è riuscita, seppur evitando qualsiasi contatto con il pubblico, a tenere alta la tensione in pista e a calibrare la sua selezione incrociando il gusto degli ascoltatori con il suo touch raffinato.
Nessun cantato, melodia ridotta all’osso, consolle essenziale: lei sola, nella sua maglietta bianca (o meglio, con la sua casacca forse proveniente dalla sua linea d’abbigliamento), con due semplici giradischi e una valigia carica di vinile.

Solo dopo un paio di ore di incredibile coerenza e uniformità musicale ha concesso terreno alla contaminazione: qualche accenno melodico quasi tranceggiante, qualche loop di percussioni tribali che hanno tenuto ancor più desta l’attenzione del pubblico.

Ellen è un incredibile equilibrio tra arte e vendibilità, raffinata ma non criptica, decisa ma mai pesante, un ottimo esempio per un’Italia ormai satura di figure musicali dubbie e compromessi sempre più oscuri.



Su www.myspace.com/kondoriamagazine trovate un video della serata

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