Esco la mattina per comprare un filoncino. Anzi, un detersivo per i piatti. Dato che sto diventando un abitudinario poiché sto cercando la stabilità nello spazio e nel tempo (in poche parole la lenta atrofizzazione mentale che va contro i miei principi), passo come ogni sabato mattina in Piazza Maggiore. Incoerente. Con me stesso. Ore 11 e 30, colazione sotto l’imponente palco del V-Day in costruzione. Guardo quell’enorme V, tratta da “V for Vendetta”, prima fumetto di Alan Moore, poi film dato in pasto alle masse. Cerco di immaginare Grillo che guarda l’uno o l’altro e mi ricordo che stiamo nello stesso mondo. Strani cross-over. Strani croissant ha il bar: prendo una fetta di Sacher.
Il palco. “Mmmhhh. Sembra bello grosso” affermo a Zazzà. Constatazione dal tono fallico, devo stare attento a dire queste cose in questa città piena di invasati del sesso che continuano a fischiettarmi dietro. Il Zazzà continua la mia constatazione da mezze stagioni con una descrizione tecnica delle casse, e dei monitor, e dei cavi degna di un’assunzione come presidente alla Euronics. Non sono mai stato così tecnico per la mia mancanza di praticità: in questo mi compensa, l’amico, sì. Per esempio, se io cucino, il parmigiano poi lo grattugia lui se ce lo si vuole nel piatto. Torniamo a casa, ci facciamo due spaghi, riusciamo. Vediamo una piccola mostra di fumetti dove sto esponendo delle tavole. Sono passato per accertarmi che avessero scritto bene il mio nome. “Com’è che si chiama lei?” mi fa il tipo. “KAIN MALCOVICH!” “Sooooooociaaaaaa!”. “Soccia”. Il bolognese che sto appurando. Trovo che “soccia” sia più influenzante del “libidine” alla milanese. Grazie, Jerry Calà (che poi è veneto…). Il tuo contributo all’umanità è stato fondamentale come le tue lezioni sullo scoparsi la tipa di turno conosciuta ad un campeggio. Negli anni ‘80. Dunque con le 35enni può ancora funzionare. Kain Malcovich. Mmmhhh. Il mio ego si è rigonfiato, andiamo.
Trovo Piazza Maggiore cambiata rispetto a quello che ho visto la mattina: una gabbia attorno al povero Nettuno, la statua dico; ai tempi dei greci le forze dell’ordine vi avrebbero impiccati per una blasfemia del genere, o forze dell’ordine 2007. Mmmhhh, come cambiano i tempi. Adesso si proteggono gli dei dall’uomo. Gabbie a destra, gabbie a sinistra, come se si dovesse replicare il G8. Guardo il MacDonald all’angolo di Ugo Bassi come se fosse l’ultima volta che sta lì intatto.
Comincio a riflettere sul pensiero di Hugo Fast riguardo questa manifestazione: “preoccupazione” è il termine che riassume tutto. Ma lui è stato più chiaro nel suo articolo . E questa era una frase giusto per linkarvi il suo articolo. Come si potrebbe incanalare una giornata in cui si incita la gente ad odiare e mandare affanculo i politici, e a sbatterli fuori dalle poltrone? Mi viene il flash di una forca, e un film incredibile ed epico sulla rivoluzione civile italiana nella mia testa. Sorpreso, noto che ci sono file lunghissime di persone. Si stanno accodando, e ci tengono a lasciare la loro firma. Dove si è mai visto un italiano felice di fare una fila che non sia destinata ad un concerto di Vasco Rossi? “Dobbiamo essere proprio incazzati per fare questo” penso. Preoccupazione. Aria combustibile. E la miccia Grillo sta per arrivare. Non so se si rendesse conto di quale bomba stesse creando e se sapesse gestirla. Fast, perdonami: ho dubitato del tuo Fast-pensiero ipotizzando che stessi vaneggiando con delle stronzate da vecchia inacidita, e invece essere lì mi ha fatto cambiare opinione. Adesso capisco perchè non sei voluto venire e hai mandato me, bastardo. Carne al macello per scrivere un articolo per questa dannata rivista, Kondoria, mi hai mandato in guerra. Se mai sopravviverò a questa corrida ti farà una statua per la tua adorabile e scaltra cattiveria che stimo assai.
Io, Zazzà e la new entry della giornata, la magnifica Black Tiger of Alcantara, ci piazziamo sulla sinistra del palco. La Black Tiger of Alcantara è tutta vestita in nero. Scura è la sua pelle, scuri i suoi capelli. Non ho mai visto capelli così forti. Bella donna, la tigre of A. Arh, direi!
Lo spettacolo. Arriva Grillo. Urla, si dimena, suda. Si incazza, come è suo solito. E dice una cosa vera: siamo il popolo più vecchio del mondo. Il nostro governo è gestito da persone anziane che fanno riforme su un futuro che probabilmente non vedranno. Ho sempre pensato che ora tocca a noi, alla nostra generazione cambiare le cose, perchè non ci saranno mammina e papino a tirarci fuori dei guai: la realtà è che siamo viziati e mammoni, dipendenti dall’idea che ci sarà sempre un martire che ci salverà e non saremo noi a dover intervenire. Tipo Grillo, insomma, perchè queste proteste potevamo farle anche prima, dato che l’Italia è una penisola che da diverso tempo galleggia sulla cacca che la bagna in tutte le coste, lo sappiamo. Il problema è che il nostro stivale la merda non l’ha pestata fuori. Ed il secondo problema è che, come diceva una citazione letta su un Bacio Perugina, “ogni popolo ha i politici che si merita”. Questo mi porta a riflettere su due punti: il primo) Se le cose non ci stanno bene, è inutile che ci lamentiamo. Rivoluzione! Le più grandi rivoluzioni storiche sono nate nei bar. Ecco l’alibi per il Cuba Libre di questa sera... il secondo punto) I cioccolatini Perugina dovrebbero suggerirti frasi per rimorchiare o per suicidarti in autunno. C’è dunque un impiegato nella fabbrica della Perugina che ha animo rivoluzionario e sta sfruttando il celebre prodotto per fini anarchici e rivoluzionari? Ecco, questo era un esempio di come ognuno a modo suo può fare qualcosa.
Torniamo a Grillo. Il suo spettacolo è stato divertente, devo ammetterlo. Fantastiche le battute su Prodi che sorride, si addormenta o forse ha solamente la mortadella sugli occhi. Fantastico come siano state illustrate situazioni paradossali riguardo la legalità, e i vari politici che entrano in galera, ne escono dopo una pena ridotta, ed eccoli subito rieletti. Peccato per alcune scelte di abbinamento fatte: dopo il discorso della generazione 2007 che non può essere rappresentata da vecchi, Grillo fa salire sul palco gli Skiantos: per quanto bravi siano, dopo essere stato incitato a fare qualcosa ho trovato questa musica che non è poi così giovane. Per quanto bravi siano, li avrei proposti dopo, cozzavano con i discorsi fatti poco prima. È solo una nota di coordinamento artistico, intendiamoci, ma forse Grillo voleva proprio far capire che le cose non sono cambiate proponendo un gruppo... ancora attuale?!? Mah… Se volessi ragionare come i malpensanti, potrei per un istante credere che la scelta di fare salire un professore paraplegico a testimoniare sul palco sia stata studiata come quella dei bambini che sfilano durante un concerto di Michael Jackson: indurre tenerezza nel pubblico per confermare l’umanità del comico in questione. Perdonatemi, il mio è solo un tentativo di anticipare le polemiche: il professore (mi scusi per il “paraplegico”, ma il termine rende la cattiveria del pensiero maligno che sfiora sempre l’uomo che dubita) sembrava sincero e comunque sia bene argomentato. Molto più della Guzzanti, che mi è sembrata assai floscia e che per sua stessa affermazione davanti a 70.000 persone ha detto “Non so di cosa tratti il V-Day. Grillo mi ha detto di partecipare e ho detto di sì”. Male, anche voi avete partecipato con lo stesso spirito? Le reti major quali RAI e Mediaset non si sono presentate, la diretta televisiva era possibile seguirla su Sky e sugli schermi di diverse piazze italiane in cui si raccoglievano firme: L’ITALIA SI È MOSSA CONTEMPORANEAMENTE E QUESTO È ASSAI NOTEVOLE E LODEVOLE. Basta che siamo ben coscienti di che cosa si sta parlando, perchè la nostra è una generazione di martiri, senza pensioni, senza un lavoro stabile e che galleggia nel precariato. Se dobbiamo essere martiri, facciamolo per bene a questo punto, ovvero sacrificandoci per salvare qualcuno e qualcosa: i nostri figli, semmai avremo i soldi per permetterceli. Che brutta cosa: avere i soldi per permettersi dei figli... Ma è così, o 2007.
Siete ancora svegli? Grillo se ne va dicendo che l’impianto, la gabbia di Nettuno e le pulizie sono state pagate da lui: “Era il minimo, dato che sono venuto a rompere i coglioni qui da Genova”. Grillo è stato contestato da qualche “pensatore” per il suo status: un ricco con ville (cosa che crea diffidenza verso di lui…) che cerca di aiutare “i poveri o il ceto medio”… Ma perché dovrebbe, dato che lui sta bene? La domanda che mi pongo io invece è: “Ma secondo voi un povero può aiutare un altro povero?” Non credo, come non credo che un povero avrebbe potuto ottenere altrettanta risonanza. Discorso aperto per tutti gli attivisti.
La serata si conclude con una chiacchierata con il mio coinquilino filosofo, fisico, trombettista e trentenne: “Il compito dell’artista è far uscire l’uomo dalla preistoria”, mi dice mentre si versa un Montepulciano. Così, che cazzo ha detto? “Rimettere in carreggiata l’uomo nella storia. Creare nuovi desideri e non nuove abitudini”. Massimiliano, il mio coinquilino filosofo, fisico, trombettista e trentenne è single: donne, dato lo spessore di questa affermazione non potete che scoparvelo. Contattate Kondoria per il numero di telefono.
Grillo è un artista. Ha creato con questo V-Day nuovi desideri i o nuove abitudini? Dunque, pollice in su o pollice in giù, per lui? Facciamo dito medio!
Da Bologna, il vostro adorabile Kain Malcovich
1. Inviato da Pietro, il 04-10-2007 17:12 Bella Kain, thank you. |
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