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di Janos Racoczi
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Solitario ed incompreso Mi elevo nell’umana cecità.
Nel buio dell’ignoranza popolana Tu uomo non sai e non puoi sapere Ma ahimè non sei conscio di questo limite Solo il socratico comprende Ma a suo discapito Così non facendo altro che sedersi sulla sua torre eburnea Isolato e giudicato pazzo o superbo Sapere d’essere ben poca cosa è saggezza Ma quanto costa... Solo fonte di dolore ed amarezza Per il giusto
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