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Mollare la vita impiegatizia Stampa E-mail
di Giorgio Galorno   
giovedì 18 gennaio 2007
Un'allegra riunione in azienda (da Internet)Volete fare anche voi come quella commessa dell’Oviesse che, azzeccato casualmente un sabato sera in libera uscita con le colleghe, balla “Maracaibo” sopra i tavoli di una polleria di provincia e poi racconterà per sei mesi di aver fatto “una seraaata fuori di teeestaaa…”? O come quel promotore finanziario trentenne che, con la sua camicia azzurra da giorno e un già più che discreto bulbetto a sovrastare un sempremoscio, va a molestare tutte le pantere alla Elena Santarelli de noantri che trova in disco, si becca una raffica di due di picche che neanche in Apocalypse Now, e finisce la serata nel bagno di casa ad ammazzarsi di seghe??? No, verooo???
Eh già ragazi (sì, “ragazi”, con una zeta, non sapevate che si dice così, adesso? Guardate che si dice anche “cazo, cazo”, quando si impreca…), perché se non state attenti, guardate che è così che finisce! Sono reduce dal solito Capodanno, una serata passata a fare le sette di mattina tra musica che batte, alcool a fiumi e compagnie “morbide” urlando “GAS, GAS!!!”, come del resto cerco di fare praticamente ogni week-end, ma intorno a me ecco comparire come al solito una banda di turbo-sfygati che gli altri 364 giorni dell’anno se ne stanno a casa “con un buon libro” (mangiatevelo se è buono, puah!) o a guardare le “Casalinghe disperate” in anteprima su Sky.

E li vedi subito: mentre noi diamo sfogo ai nostri più estremi istinti e facciamo tutto ciò che ci passa per la testa, fino allo sfinimento, questi inizialmente si divertono ma poi li becchi con la faccetta imbarazzata, la scarpa fuori moda e il bicchiere pieno di un drink banale a chiedersi fra sé e sé cosa ci stiano facendo là. D’accordo, professionisti della notte come noi non ci si improvvisa, è una lunga gavetta, ma il problema di costoro è un altro.

Rewind!


Kosmo Ohm si diverte nella notteSe tu fai tutto l’anno l’impiegato, il nulla, l’animale da soma, quello che non conta, quello che prende solo ordini, quello che non decide, quello che ogni mattina deve essere sempre lì alla stessa ora, quello che non ha potere neanche sulla propria vescica perché dipende dagli altri quando può andare in bagno, bene dicevo, se tu fai così poi una volta che sei fuori come ti comporti? Come credi di *riuscire* a comportarti? Da nullo, ovviamente: sceglierai il ristorante/il locale/il club che gli altri dicono andare di moda, ma non saprai mai veramente dove “succedono” le cose. Cercherai di distrarti al multisala panoramico dolbystereo sognando di essere il Signore degli Anelli o James Bond, ma intanto ripeti tra te e te stesso che “tanto è un film” e sei già rassegnato al fatto che domani si torna “lì”. Lì dove sei l’impiegato, il nulla, l’animale da soma, quello che non conta, ecc… In televisione, certo, ti mostrano quelli che ce l’hanno fatta, quelli che guadagnano dei mega-miliardi per tirare quattro calci a un pallone e girare con le fighe più strafighe, quelli che hanno sessant’anni e la panza ma tirano di coca vestiti da sultano circondati da stuoli di amici e amiche che ne hanno trenta di meno e si divertono come pazzi, quelli che dopo il Grande Fratello prendono 15.000 Euro a sera per andare in una discoteca, sedersi a un tavolo e bere uno champagne da 400 Euri/fiasca che non finiranno nemmeno.

Li guardi e per un momento li invidi, ma poi cacci via quell’idea perché è pericolosa, può destabilizzarti l’esistenza fatta di 11 mesi e mezzo di azienda e una settimana di Maldive comprate col credito Findomestic, può farti scaturire come il Michael Douglas di “Un giorno di ordinaria follia” mentre sei ingabbiato sulla Punto comprata a rate che percorre nella nebbia i tuoi soliti 90 minuti di tangenziale Ovest… Questa, ti dici, è la vita normale, e questo è il destino di tutti. Poi ci sono i fortunati, sì, ma quelli sono speciali, sono raccomandati, sono nati con la camicia, sono protetti politicamente, l’hanno data/l’hanno dato a qualcuno… Insomma, praticamente forse nemmeno esistono.

  

Intrattenimento in Tangenziale Ovest (da Internet)


Errore!!!


Il signor Vittorio Sgarbi potrà apparire uomo sgradevole e arrogante, ma una volta ha detto una cosa giusta che mi è rimasta ben in testa. Faceva più o meno così: quasi tutte le persone vendono la propria vita per un pugnetto di soldi, ovvero barattano la cosa più preziosa che hanno (la vita, appunto!) con uno stipendio da sussistenza che non gli permette di andare da nessuna parte. Quarant’anni di lavoro per tirare su un miliardo in totale, quello che un qualsiasi padrone della propria vita guadagna in un anno o due.

Allegra situazione in azienda (da Internet)Sgarbi ha ragione, e se ci pensate questa è la moderna versione della schiavitù: abbiamo orrore di quelle migliaia di uomini frustati e sfruttati fino all’ultimo respiro  per costruire le piramidi dei faraoni, ma fatte le debite proporzioni, la vita dell’impiegato moderno non è forse identica? Costretto dentro una routine che gli lascia pochissimo spazio e tempo per sé, e che si ripete crudelmente ogni giorno fino alla pensione (quando non hai più la forza, la voglia o la salute per non fare niente). In queste esistenze poi, la serata in discoteca, la vacanza al club Valtur cosa volete che siano? Poche gocce di acqua nelle labbra spezzate dal sole di un naufrago del deserto.
E allora cosa bisogna fare? Occorre dire…

 

BASTA ! ! !


“Sì, bravo Galorno, lo dici tu che sei sempre in piena, ma io se non lavoro non mangio…”: sento già le obiezioni serpeggiare tra di voi. Ma, credetemi, non è così: gli spazi sul palcoscenico della vita si conquistano, basta volerlo, fortemente e fortissimamente. E allora bisogna rifiutare la vita impiegatizia, rifiutare la mentalità da mezzemaniche e decidere una volta per tutte di diventare protagonisti e padroni della propria esistenza, e non solo comparse del film di qualcun altro. Ecco dunque alcune, semplici regole da applicare:

- Se il vostro lavoro si basa su orari fissi e attività ripetitive, cercate qualcos’altro che pure sia adatto a voi e alla vostra preparazione, ma non vi costringa a una vita da Fantozzi.

- Trovatevi un lavoro da quattro-cinque ore, non di più, così della vostra giornata non vi resterà solo un povero scampolo ma una fetta considerevole, che non vi faccia ritenere che un altro giorno è passato e voi non avete capito niente neanche oggi. Di lavori così ce ne sono a iosa: musicista, insegnante, dipendente forestale, pilota di elicottero a nolo, DJ. C@@zzo, non esiste solo la banca!

- Non andate in mensa col vassoio in mano come tutti gli altri, dove atroci individui con cappellino bianco vi sbatteranno una sbobba sul piatto come il muratore fa con la malta. Prendetevi i vostri tempi, fate del pasto un momento di estetica e contemplazione, cambiate spesso, mollate i colleghi con cui siete tutto il resto del giorno, andate per i cazzi vostri.

Il denaro non è tutto!- Valutate bene quanto denaro vi serve: forse quel raddoppio di stipendio che vi hanno proposto non vale il trasferimento a Milano dove sicuramente farete la vita da profugo in un condominio di cintura.

- Cercate una situazione in azienda che vi lasci la libertà di andare in giro, un giorno alla scrivania e uno around the world. Fate in modo che se al vostro tavolo non ci siete, agli altri ciò sembri perfettamente normale: sarete in riunione, da un business partner, da un assessore, da un produttore, in demo con un cliente, a un pranzo di lavoro, o dove pare a voi! Se dove lavorate non ci sono posizioni così, cambiate azienda e trovatene una dove si può impostare una situazione simile.
 
 

 

- Avete una fidanzata/un fidanzato che vi sta tritando i c****oni per comprare una casa tirando un mega-mutuo a 25 anni, sposarvi, fare due figli e prendere un cane del quale poi dovrete andare in giro a raccogliere la merda voi. Siete sicuri che sia proprio questa la vita che volete? Sì, lei/lui è dolce, premurosa/premuroso, vi fa sentire forti ed è abbastanza carina/carino, ma siete veramente sicuri che la vostra non è solo paura dell’ignoto, che magari preferivate una persona più indipendente e sferzante ma non avete il coraggio di salpare le ancore per andare verso la vostra personale isola deserta?


- Vorreste comprarvi una nuova millessei, o un bel plasma 50”, ma siete un po’ spompi di moneta. Si fa un prestito, no? NOOO!!! Evitate l’usura legalizzata delle banche e delle finanziarie, che poi vi lega due volte: al bene acquistato con tanta fatica e all’estratto conto a fine mese, che è sempre lì come il Cerbero infernale. Comprate solo quanto vi potete permettere: se poi un giorno vi rompete i corbelli del vostro lavoro e vi volete trasferire in campagna a Montepulciano, oppure prendervi un anno sabbatico, potete farlo e non siete legati da quel maledetto prestito.



Fatto tutto??? Ok, adesso possiamo pensare al prossimo week-end: GASSS ! ! !

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  Commenti (1)
1. deficiente
Inviato da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 18-12-2007 15:31
sei un testa di cazzo: tutto qui!!!

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