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Trattoria La Delizia? No, a cena da Franco Sporco!!! Stampa E-mail
di Kosmų Ohm   
sabato 09 dicembre 2006
I magnifici astici di "Franco Sporco"L’altro pomeriggio ricevo una telefonata… “Ciao Kosmø come stai? Che ne dici di una cena tra vecchi compagni d’università? Avevamo pensato di andare alla Trattoria La Delizia…” Al che io replico: “Trattoria La Delizia???” “Ma si dai, non hai presente Franco Sporco, a Trieste?” Ma siii, adesso ricordo… Quel posto bizzarro dove si mangia pesce e ci si serve da soli!!!
Bene, un invito del genere non si può certamente rifiutare: vi chiedete il perché? Lo capirete certamente leggendo il resoconto della serata…
 

Ci troviamo alla cosiddetta ora X davanti al teatro Rossetti in viale XX settembre, a Trieste: ci vediamo lì per semplicità, perché il locale è nelle vicinanze ma è imbucato in una viuzza limitrofa che si chiama Via Piccolomini. Una piccola insegna “Trattoria La Delizia” ti fa capire dov’è l’entrata solo nel momento in cui gli sei già davanti! Una piccola e sbiadita scritta col gesso riporta il numero di telefono per le prenotazioni, mentre una scritta ancora più piccola invita chi non riesce a leggere a recarsi con cortese solerzia presso un ottico “convenzionato” in Campo San Giacomo… Cordiale, il Franco, non c’è che dire!

Dopo la chiusura, Franco si concede ai fotografiFinalmente entriamo nel ristorante o meglio, in quella che probabilmente in origine era un ex-rimessa-magazzino, al piano terreno di uno stabile dei primi del ‘900, dove con una rinfrescata e un separè in cartongesso sono stati ricavati un cucinotto ed una sala per i commensali.
 
L’accoglienza del signor Franco (proprietario-cuoco-cameriere e pescatore della struttura) è simpaticamente scorbutica… “Siete voi quei cretini che hanno confermato all’ultimo momento???” (questa è la traduzione del vernacolo triestino, normalmente utilizzato per tutte le comunicazioni). Non ci resta che annuire ed accomodarci in uno dei due soli tavoli della trattoria. Sì, avete capito bene, due soli tavoli perché il gestore lavora solo su prenotazione. Della serie, se vi presentate senza aver preventivamente telefonato, vi caccia con una variopinta raffica d’insulti in dialetto locale.

Ora certamente immaginate che Kosmø ed amici comincino a consultare il menù… Invece no! Da Franco non si può scegliere un bel niente e bisogna dunque affidarsi alla vena “culinaria” del momento, a quel che il capo trova in pescheria e, perché no, anche a quel che riesce a pescare in quei giorni. Dopo tutto questo preambolo che vi è sicuramente servito per inquadrare un po’ la situazione, finalmente si mangia!!!

La cortese direzione del ristorante (Franco) ci accoglie con un antipasto di benvenuto, ovvero un abbondante assaggino di gamberoni in salsa rosa, filetto di branzino in umido condito con un filo di olio rigorosamente extravergine e canestrelli (piccole cappesante per intenderci) al forno.
Apprezziamo quest’inizio con del gradevole vino bianco, che ci accompagnerà per tutto il pasto (eh eh… qui di vino ne bevi quanto ne vuoi, perché il prezzo della cena è fisso…).

Tra una battuta dell’oste, la musica di sottofondo (Celentano) ed uno del nostro gruppo costretto da Franco a servire all’altro tavolo, arriva la seconda portata. Vengono così bruscamente appoggiati sul tavolo due pentoloni dove spiccano degli astici distesi su un abbondante letto di scampi e vongole! Rimaniamo soddisfatti anche se il  gestore ci tiene a puntualizzare che le chele dell’astice forse potrebbero essere leggermente crude visto che aveva “ucciso” il crostaceo da poco!!!
Sbrighiamo così l’operazione-crostacei non senza qualche difficoltà (vedi apertura della chele) e gettiamo i residui dei gustosi astici e scampi nei secchi posizionati tra le due tavolate (questo per farvi capire quanto il servizio sia minimo, ma insomma è anche un aspetto divertente se siete sciolti come noi).

A questo punto possiamo già dirci abbastanza sazi, ma non è finita qui anzi….  Arrivano i “riboni” (devo dire forse pagelli per essere capito da tutto lo Stivale?) ai ferri, pesci abbastanza pregiati soprattutto se sono ben freschi, ed è proprio questo il caso. L’imprevedibilità è però una costante durante una cena alla “Trattoria La Delizia”: ad un tratto ci arriva un branzino ai ferri direttamente dall’altro tavolo.

La convivialità del gruppo e l’immancabile presenza del vinello fa sì che la cena proceda nei migliori dei modi. Ci facciamo anche quattro risate, quando dalla cucina si leva una fumata di fritto e sentiamo il padrone di casa imprecare non capacitandosi dell’accaduto. Niente paura, il tutto si risolve e Franco ci versa, dal cestello della friggitrice, i gamberoni ed i calamari direttamente sulla tovaglia della nostra tavola. Anche il fritto è abbondante e gustoso, e soprattutto non ha quel colorito arancione tipico di quando si usa per 100 fritture lo stesso olio!!!
 

Il fritto direttamente in tavola, un classico di "Franco Sporco"Sembra proprio che la cena finisca in bellezza con il fritto, ma il padrone di casa pone un ultimo quesito ad entrambe le tavolate: “Vi faccio ancora un kilo di spaghetti alle vongole… Siete d’accordo???” (anche qui mi astengo dall’usare l’espressione dialettale originariamente proposta).
In coro, nonostante la totale sazietà, diciamo: “E vada per ‘sti due spaghetti!!!”. Neanche a dirlo dopo un po’ ci arriva un pentolone di “spaghi e vongole” posizionato in mezzo alla sala a mo’ di self-service. Noi tutti ci aspettavamo la pasta “un po’ prima” ma nonostante ciò viene apprezzata.

 

 

Così anche l’ultima tappa del percorso culinario del signor Franco è stata completa con successo… Anzi no, mi sto sbagliando: manca ancora il dolce della casa, ma prima andiamo a prenderci una doverosa boccata d’aria dopo un pasto così succulento. Uscendo posso notare alcuni particolari dell’arredamento del locale come le innumerevoli scatole vuote di sigari, foto del gestore mentre sta pescando, una bici elettrica, cianfrusaglie varie, bottiglie sparse, manifesti imprecisati, oggettistica kitsch degna di un rigattiere, il tutto connotato da un aspetto autenticamente antico… insomma ci sembra uscire da una cantina dove di solito si ripongono le cose inutili che non si ha mai coraggio di buttare via!

Le crepes "al trapano"Ripigliati dall’aria fresca della notte, veniamo curiosamente richiamati dai rumori di un “trapano”… È Franco che sta preparando le crêpes usando, al posto del classico frullino da cucina, un trapano con un’apposita punta a frusta…
Insomma è questo il capitolo conclusivo che corona l’allegra serata alla trattoria “Trattoria La Delizia”. Qualcuno di noi ne approfitta per scolarsi qualche Havana-cola gentilmente offerto: in fondo la notte è ancora lunga per noi mestieranti del mondo notturno…

Il giudizio di Kondoria

Da tutto il resoconto spero che abbiate percepito il motivo dell’appellativo “Franco Sporco” universalmente conferito al locale di via Piccolomini. Questo però non deve portarvi su sgraditi pensieri perché alla “Trattoria La Delizia” si mangia bene, anzi davvero bene! La freschezza, la qualità e anche la quantità del pesce è fuori discussione ad un prezzo che ci sembra onesto: 45 euri a kranio per tutto quello che abbiamo mangiato e bevuto!!!
Noi di Kondoria ve lo consigliamo sicuramente se volete vivere una serata allegra mangiando dell’ottimo pesce seppur cucinato in modo semplice.
Un paio di consigli sembrano opportuni, prima che voi varchiate la porta di Franco Sporco:
• Procuratevi prima di  tutto il numero di telefonino della trattoria (eh, eh... noi di Kondoria c’è l’abbiamo...)
• Se fate parte, ahimé delle categorie degli schizzinosi, amanti della nouvelle cuisine o di qualche altra diavoleria che nella vostra bislacca mente considerate chic, è meglio che stiate lontani da “Franco Sporco”… Altrimenti dopo ci pensa lui!

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  Commenti (1)
1. ah pero'...
Inviato da Riccardo Voliamo, il 06-02-2009 01:07
ci sono state volte in cui abbiamo visto terrine di "sarde in saor" carpacci di branzino... e... 
 
dipende da cosa offre il mercato al momento...  
 
.. il mitico franco ti offre cio' che di piu' buono offre il mercato cotto nel migliore dei modi... 
 
... e il servizio completa la serata... 
 
palacinche al black&deker... tanto per avere un idea :))

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