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“Where Are We Going?” - una mostra A Palazzo Grassi Stampa E-mail
di Kosmø Ohm   
domenica 29 ottobre 2006

Dove stiamo andando? È proprio il quesito che vi potrebbe assillare dopo questo tuffo nell’arte contemporanea… Ma partiamo dall’inizio: siamo a Palazzo Grassi, come si dice sempre nella splendida cornice della città di Venezia, dove il nuovo proprietario ha voluto renderci omaggio con le opere che stanno contraddistinguendo gli ultimi cinquant’anni d’arte. Stiamo parlando del magnate francese François Pinault, proprietario anche dei marchi Gucci e Yves Saint Laurent nonché della casa d’aste Christie’s, che ha organizzato nella sua nuova proprietà l’esposizione del dieci per cento della sua collezione privata. L’happening si svolge attraverso quattro ipotetici percorsi che andranno subito analizzati segnalando le opere che a mio modesto parere meritano più attenzione.

Jeff Koons - Balloon Dog (da Internet)
 
PROLOGO
Arricchiscono subito lo sguardo le due opere di Jeff Koons (tra l’altro ex marito di Ilona Staller…), ovvero Balloon Dog, messo a “difesa” del palazzo sul lato del Canal Grande, e Hanging Heart, che invece domina il piano terra della mostra.
Alzando gli occhi si ha l’impressione di essere presto avvolti da 1700 gocce che fluttuano nell’aria: è l’opera Vintage Violence di Urs Fischer. L’iniziale percorso termina con il teschio iridescente di François Pinault ovvero Monsieur Pinault di Piotr Uklański.


IMMAGINI DELLA VIMaurizio Cattelan - Adolf Hitler (da Internet)TA MODERNA
Viene messo in luce l’interesse all’avvenimento attraverso il ritratto di scene di vita contemporanea: Maurizio Cattelan ci fa provare una sensazione curiosa con il suo Adolf Hitler in cera, mentre invece il ritratto Deads troops talk di Jeff Wall ci mostra un irrazionale dialogo tra i soldati dell’Armata Rossa e i mujaheddin afgani entrambi mutilati dalle bombe.
Forse l’opera più interessante è quella di Pierre Huyghe, Les Grands Ensembles, ovvero un video dove è rappresentato un paesaggio deprimente impreziosito da due palazzoni popolari nella periferia parigina. L’azione si svolge in circa sette minuti: lo spettatore è reso inizialmente partecipe dalla realistica intermittenza delle luci delle stanze dei palazzi, accompagnata da un secco suono elettronico. Ad un certo punto il ritmo dell’illuminazione aumenta diventando del tutto artificiale e sottoponendo il visitatore ad una sensazione di frustrazione, intensificata dall’accelerato suono acido che accompagna la sequenza.

 

Pierre Huyghe - Les Grands Ensembles (da Internet)

 

METAFORA
Questo è il senso delle sperimentazioni in arte povera degli artisti italiani tra gli anni 60 e 70. Troviamo opere di Lucio Fontana (Concetto spaziale), Piero Manzoni (Achrome), Pier Paolo Calzolari (Oroscopo come progetto della mia vita), Michelangelo Pistoletto (Tenda di fili elettrici e Bandiera Rossa), e infine di Mario Merz con Objet Cache-Toi e Accelerazione=Sogno, tubi di fibonacci al neon e motocicletta fantasma.

L’IMPULSO MINIMALISTA
L’astrattismo americano anni ’60 che si è tradotto nel movimento minimalista.
Sicuramente da segnalare Dan Flavin, “Monument” for V. Tatlin, le sculture di Donald Judd, l’installazione di Rudolf Stingel e l’opera di Bruce Nauman, ovvero Clown Torture un video demenziale, dalla sconcertante durata di 62 minuti, rappresentato su due televisori (oramai prossimi al modernariato) messi di fronte l’uno all’altro.

IL POP OGGIUn'opera di Cindy Sherman
…e anche quello di ieri, visto il ritratto di Mao di Andy Warhol, uno dei massimi esponenti della Pop Art americana. Ma la sezione vuole guardare al presente passando in rassegna parecchie opere neo-pop. Ritroviamo Jeff Koons con Elephant, il cartoon Inochi di Takashi Nurakami, il fungo atomico Sans Titre (the bomb) di Piotr Uklanski e numerosi dipinti raffiguranti il “topolino” di Keith Haring.
Lo stupore! È questa la sensazione che ci fanno vivere i movimenti del Mechanical Pig in silicone di Paul McCarthy. Tra le opere del britannico Damien Hirst, sconsiglio vivamente ai deboli di cuore le mucche sezionate in soluzione di formalina.
Infine pongono notevoli interrogativi le foto dei manichini in atteggiamenti sessuali di Cindy Sherman.

La considerazione di Kondoria
Certamente non posso consigliarvi di andare a Palazzo Grassi….. La mostra chiudeva il primo d’ottobre, quindi chi l’ha vista… l’ha vista! 

Kosmo Ohm alla mostra di Palazzo Grassi

 Però a noi di Kondoria, sempre ricettivi verso ciò che si stacca dall’ovvio, sembrava giusto rendervi partecipi di quest‘estasiante viaggio nell’arte contemporanea. Magari tra di voi ci sarà qualcuno molto più competente di noi… In tal caso ogni vostro approfondimento sarà sicuramente ben accetto! Per noi, intanto, la mostra di Palazzo Grassi è stata gran cosa e andava raccontata!

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