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Lo so, ne hanno parlato già tutti, però recentemente ci sono stato e devo raccontarvelo a modo mio…
Se siete di passaggio a Londra a fine agosto dovete assolutamente fare una capatina al multietnico carnevale di Notting Hill! Sono oramai quarant’anni che va in scena.. Fu, infatti, nel lontano 1964 (prima si svolgeva indoor) che la comunità afro-caraibica diede vita alla manifestazione.
Attraverso l’espressione della sua cultura, voleva così raggruppare tutti gli immigrati del quartiere e sensibilizzare i londinesi “inglesi” sulle problematiche di integrazione (razzismo, poche opportunità di lavoro, condizioni di vita precarie, ecc…). Da fenomeno che comprendeva inizialmente qualche migliaio di persone, il “Carnival” assunse una connotazione sempre più importante coinvolgendo sempre più la numerosa comunità degli immigrati.Questo portò, a metà degli anni ‘70, a numerosi scontri tra la polizia e la minoranza di colore. A tal proposito, un gustoso aneddoto ci viene riportato dai Clash (la nota punk-band britannica): nell’estate del 1976 alcuni componenti della band (Joe Strummer, Paul Simonon e il manager Bernie Rhodes) si avventurarono nel Carnival: forse erano gli unici bianchi all’interno, e furono coinvolti negli scontri con la polizia. Da questi fatti, Joe Strummer trovò l’ispirazione per scrivere il primo singolo dei Clash ovvero White Riot: sì, proprio la “Rivolta bianca”! Il testo incitava la “proletarian class” a ribellarsi proprio come aveva fatto la comunità nera, poiché in quegli anni l’Inghilterra era attanagliata da una profonda crisi economica e da un’inflazione galoppante. Sul retro della copertina del singolo, uscito nel marzo ’77, c’è addirittura un’immagine degli scontri avvenuti al Carnival. Durante questa fase così tumultuosa la manifestazione ha anche rischiato di sparire, ma è sopravvissuta grazie all’intervento del principe Carlo. Ora sicuramente la situazione è più distesa, da evento socio-politico si è trasformato in un grande happening volto al divertimento e che coinvolge oltre 700.000 persone a giornata! Quest’anno abbiamo contato oltre 80 carri, per così dire allegorici, con dei sound system da far paura! Sonorità caraibiche come la samba e il reggae, la più europea electro e numerose live band accompagnano la parata del Caribbean Carnival. Seguendo il corteo ci si accorge subito di essere circondati da persone un po’ fuori di testa. debitamente controllate da numerosi agenti di Scotland Yard. Oltre alla fanciulle domenicane con costumi succinti e gente con maschere improponibili si vedono borghesi padri di famiglia che, con la scusa di portar i figli a vedere i carri, ballano e si divertono come pazzi!!!
Qual è il consiglio di Kondoria? È un evento incredibile, secondo solo al carnevale di Rio!!! Quindi andateci e poi magari ci raccontate come buttava a voi…
Tutte le foto di questo articolo sono di Niklet.
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